Recensioni
- Recensione
Fabio Isman, I Predatori dell'arte perduta. Il saccheggio dell'archeologia in Italia, Skira, 2009
di Massimo Moretti
Per la sovrabbondanza di memorie storiche e artistiche di cui gode, l'Italia registra due primati apparentemente contrastanti ma in realtà strettamente correlati.
Il "Bel paese", come lo chiamavano già Dante e Petrarca, vanta la più lunga tradizione nella tutela delle opere d'arte, registrando al contempo eclatanti sottrazioni e dispersioni dei patrimoni, perdurate sino ai nostri giorni. A tale contrastante realtà accenna Fabio Isman, quasi alla fine dell'avvincente percorso tracciato nel suo ultimo libro dal titolo I Predatori dell'arte perduta. Il saccheggio dell'archeologia in Italia.

- Recensione
Civiltà
I protagonisti della storia
di Roberto Benedetti
Era il febbraio del 2001 quando, sui banconi delle edicole italiane, fece la sua comparsa il primo numero di un periodico di divulgazione storica, contraddistinto da un taglio cronologico molto definito fin nel titolo e, pertanto, di sicuro impatto sul pubblico.

- Recensione
Pierantonio Piatti, Il movimento femminile agostiniano nel Medioevo. Momenti di storia dell'Ordine eremitano, Città Nuova, 2007
di Réginald Grégoire
Nel corso di una trentina di anni di docenza universitaria, ho accompagnato la stesura di oltre 100 tesi di laurea (Pisa, Pavia-Cremona, Urbino), alcune delle quali hanno rinnovato un preciso argomento storico e sono state giudicate degne di stampa. Quindi, quando la mia invincibile curiosità mi mette tra le mani una pubblicazione universitaria coraggiosa e originale, esulto di gioia. Perciò sono rimasto senza parole leggendo con simpatia il titolo di una tesi di laurea, guidata dalla collega Anna Benvenuti, della università di Firenze e discussa nel 2002. Qualche mentalità in crisi depressiva, reagirà frettolosamente, con sconcertante allergia nei confronti di un "delictum juventutis" inatteso.

- Recensione (segnalazione)
Lucio Magri, Il sarto di Ulm. Una possibile storia del Pci, Il Saggiatore, 2009
di Marco Bizzoni
"Il Pci è morto da tempo, eppure l'Italia tanto bene non sta". Nell'aforisma della quarta di copertina è racchiuso il tema del libro: la storia definitivamente chiusa di un partito politico che ha contribuito allo sviluppo democratico della storia nazionale, inserendovi le istanze delle classi popolari. L'attenzione è concentrata sul periodo che va dalla svolta di Salerno al congresso di Rimini del 1991, ritenendoli due eventi in grado di delimitare e mostrare la peculiarità politica e culturale di quella comunità d'intenti.


- Recensione
Alessandra Tarquini, Il Gentile dei fascisti. Gentiliani e antigentiliani nel regime fascista, Il Mulino, 2009
di Francesco Vitali
La storia della battaglia combattuta da Giovanni Gentile nel corso del ventennio per realizzare il proprio progetto politico-culturale è innanzitutto la storia dei suoi sostenitori ed oppositori. È questo il punto di osservazione e di analisi scelto da Alessandra Tarquini per ricostruire la lotta condotta dal 1922 fino alla morte (1944) dal filosofo assertore della modernità della rivoluzione fascista e fautore del mito dello Stato nuovo, secondo suggestioni e parole d'ordine realizzate però secondo altre vie e passaggi nel corso del ventennio.

- Recensione
Dinora Corsi - Matteo Duni (a cura di), Non lasciar vivere la malefica. Le streghe nei trattati e nei processi (secoli XIV-XVII), University Press, 2008
di Livio Ciappetta
Un volume denso e ricco di prospettive storiografiche, quello curato da Dinora Corsi e Matteo Duni. A tre anni dal convegno fiorentino, temi e prospettive della ricerca storica nell'ambito del fenomeno della stregoneria, della sua interpretazione e repressione, emergono con grande fascino e chiarezza. Alcuni tra i principali studiosi del fenomeno hanno consegnato al dibattito storiografico pagine di rara intensità, presentate con sapienza ed equilibrio dai curatori, offrendo alla vasta platea di studiosi del settore uno strumento avvincente e aggiornato. Un bilancio di cui è manifesta la necessità, che consentirà anche agli studiosi in formazione di approcciare al tema con consapevolezza e originalità. Accostarsi al volume è reso dunque agevole dalle premesse dei curatori, e dall'equilibrato saggio introduttivo di Matteo Duni, che prospettando un bilancio degli ultimi anni di investigazioni scientifiche (che hanno visto tra l'altro l'apertura nel 1998 dell'archivio del Sant'Uffizio, e ancor più recentemente la pubblicazione on-line del censimento degli archivi inquisitoriali italiani), illumina le ipotesi di ricerca più feconde, suggerendo nel contempo prudenza nell'avventurarsi in interpretazioni datate, che anche questo volume aiuta ad abbandonare.

- Recensione
Maurice Daumas, Adulteri e cornuti. Storia della sessualità maschile tra Medioevo e Modernità, edizioni Dedalo, 2008.
di Marina Baldassari
Sin dalle prime pagine del suo volume, Maurice Daumas sottopone ai lettori una serie di semplici ma intriganti domande, piuttosto bizzarre e inusuali per un saggio destinato ad una trattazione storica, ma che in realtà racchiudono un enigma che l'autore, attraverso numerosi indizi e suggestioni, disvelerà unicamente nell'esposizione degli ultimi capitoli: perché gli uomini del Rinascimento avevano tanta paura di essere cornuti? Perché ci si divertiva tanto con un argomento così delicato? Perché cogliamo il lato comico dell'adulterio solo quando esso è perpetrato ai danni del maschio? E infine, "perché solo gli uomini sono cornuti?"


- Recensione
Giovanni Romeo, Amori proibiti: i concubini tra chiesa e inquisizione, Laterza, 2008
di Alessia Lirosi
E' di pochi mesi fa la notizia che un uomo e una donna sono stati barbaramente uccisi dai Talebani perché accusati di avere una relazione senza essere sposati. Questo è solo uno dei più recenti episodi di cronaca che dimostrano come in tutte le società umane le élites religiose e le autorità statali cerchino di imporre il proprio controllo e i propri dettami - oggi come in passato - sulle questioni relative ai rapporti tra i sessi.