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I criteri della nuova schedatura degli atti processuali dell'Inquisizione di Aquileia e Concordia

di Andrea Del Col
02.05.2011

Il contributo presenta in modo sintetico i criteri della nuova schedatura degli atti processuali dell'Inquisizione di Aquileia e Concordia, realizzata dal Centro di Ricerca sull'Inquisizione dell'Università di Trieste e finanziata dall'Istituto Pio Paschini di Udine. I dati raccolti per ogni fascicolo sono dodici e vanno ben al di là di un inventario archivistico. I più significativi sono: il tipo della procedura, la paternità degli individui e il nome del marito per le donne, il tipo del delitto contro la fede, il luogo del delitto commesso, il tipo della sentenza o altra conclusione giuridica. Tra i molti elementi nuovi che emergono non c'è soltanto un più alto numero di imputati, ma anche una notevole varietà di sentenze sia per i processi sia per le procedure sommarie, che risultano oltre la metà dei procedimenti nel Seicento e nel Settecento.

This paper presents in summary form the categories used in the recently completed survey of the trials conducted by the Inquisition of Aquileia and Concordia, which was carried out by the Centro di Ricerca sull'Inquisizione (University of Trieste) with financial support from the Istituto Pio Paschini (Udine). For each trial dossier twelve questions are being asked which go well beyond what one generally encounters in a traditional archival inventory. The most important are: the type of procedure followed, the paternity of the persons being tried, and, in the case of women, the names of their husbands, the typology of the alleged crime and where it was committed, the type of sentence pronounced or other judicial conclusion to the trial. The many new findings include a much larger number of people charged and a greater variety in the types of sentences pronounced, both for the trials per se, as well as for the summary procedures, which constitute over half of the sixteenth and seventeenth-century materials.


Presentare in modo sintetico i criteri della nuova schedatura degli atti processuali dell'Inquisizione di Aquileia e Concordia è per me un piacere e un onore. Un piacere perché il lavoro è ultimato ed è nella fase di revisione finale prima della consegna per la stampa. Un onore perché l'impresa è stata sostenuta da più istituzioni ed è il risultato di un impegno di gruppo. La ricerca infatti è stata finanziata dall'Istituto Pio Paschini di Udine e si è svolta in collaborazione con l'Archivio Storico dell'Arcidiocesi di Udine e il Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Essa è stata organizzata dal Centro di Ricerca sull'Inquisizione dell'Università di Trieste ed è stata condotta da alcuni collaboratori molto validi, che hanno lavorato con dedizione e passione per sei anni a cominciare dal 2004: Davide Alzetta, Giuliana Ancona, Dario Visintin, con l'apporto marginale di Roberto Bonetti e Giuseppina Minchella.

Per i fascicoli processuali dell'Inquisizione di Aquileia e Concordia era già disponibile un inventario, curato da Luigi De Biasio e pubblicato in due quaderni dattiloscritti dal Centro regionale di catalogazione nel 1976-1978. Non c'era quindi la necessità di predisporre un primo strumento archivistico per accedere a queste fonti storiche così interessanti e ricche, ma ci si era accorti che esso non rispondeva più alle esigenze maturate nel frattempo. Su proposta di Pier Cesare Ioly Zorattini, consigliere dell'Istituto Pio Paschini, il Centro di Ricerca sull'Inquisizione dell'Università degli Studi di Trieste ha accettato di organizzare una revisione dell'inventario applicando i criteri che erano stati predisposti e discussi in una serie di riunioni di storici e archivisti di Stato che si erano susseguite dopo il convegno sull'Inquisizione di Trieste nel 1986, con l'interessamento anche di alti dirigenti del Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per gli Archivi.

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