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Incontri inaspettati. Il confronto con l'Islam a Roma in età moderna (XVI-XVIII sec.). A proposito di Roma e Islam

Note a margine e prospettive di ricerca

di Serena Di Nepi
11.03.2012

In un contesto di guerre di religione a bassa intensità quale fu il Mediterraneo dell'età moderna, è possibile rinvenire tracce di scambio culturale tra Roma e il mondo islamico? Al di là dei discorsi retorici sulla "Guerra Santa", gli storici riescono a individuare qualcosa altro? Come la storiografia internazionale ha dimostrato negli ultimi anni, è possibile ricostruire occasioni di dialogo economico, religioso e culturale anche in quei secoli difficili. L'articolo si concentra sulla questione di tale particolare forma di dialogo culturale dalla prospettiva, speciale a sua volta, della città santa di Roma, la casa del papa dove vivevano insieme (non in amicizia, naturalmente) cristiani, musulmani, ebrei e neofiti.



In a time of low intensity religious wars as the Early Modern Age in the Mediterranean Area was, it was possible to face moment of cultural exchangment between Rome and the Islamic world? Beyond the rethoric speech about the "Holy War", could the historian find something else? As the international historiography investigated in the last years, there were some ways of economic, cultural and religoius dialogue even in that difficoult centuries. The paper focuses on the huge question of this so particular "cultural dialogue" from the very special point of view of the Holy City of Rome, the Pope home where lived toghether (not being friends, of course) Christians, Jews, Muslims and Converts.


Nell'Europa lacerata dalle infinite guerre di religione, l'Italia e la Spagna si ritrovarono, loro malgrado, per posizione geografica e per vocazione politica, al centro di uno scontro "con gli infedeli" che, sin dai secoli lontani degli albori dell'espansionismo musulmano, aveva trovato il suo epicentro proprio nel Mediterraneo e nelle sue coste. Nel corso della lunga età moderna il confronto con "l'Altro" musulmano si andò dipanando su strade diverse ma costantemente intersecate tra loro. La guerra "vera" - fatta di eserciti in armi, cannoni e richiami alle sante ragioni per cui la si sarebbe dovuta combattere - si incrociò incessantemente con le continue scaramucce a bassa intensità dell'altra guerra, quella di corsa che, a sua volta, mieteva vittime in gran numero, e che, pur non riuscendo a spostare di un centimetro i confini tra le nazioni, incise altrettanto profondamente sui destini individuali e collettivi degli uomini che vi si trovarono coinvolti: schiavi, convertiti, convertitori, giudici, rinnegati, riscattati, mediatori, missionari, commercianti, pirati, navigatori, forzati, su su fino a principi, papi, re, imperatori, visir e sultani, tutti furono parte in causa di questo contrasto assiduo e crudele tra genti e fedi antagoniste.

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