Articoli

Giudici, eretici, infedeli. Per una storia dell'Inquisizione nella Marca nella prima età moderna

di Vincenzo Lavenia
26.07.2011

Gli studi sull'Inquisizione romana hanno dedicato scarsa attenzione alla Marca Anconetana. Tuttavia la storia del Sant'Uffizio in quest'area dello Stato pontificio riveste grande importanza, anche per la presenza del santuario di Loreto (dove la Compagnia di Gesù gestiva una Penitenzieria) e di una cospicua minoranza ebraica. Il saggio ricostruisce la storia dei processi per eresia nelle Marche del Cinquecento (soprattutto quello contro la famiglia di Alberico Gentili e quello contro Pomponio Rustici), analizza il ruolo dei commissari inviati dal Sant'Uffizio (in particolare alcuni confessori gesuiti e Gaspare Dotti) e traccia una storia istituzionale degli uffici dell'Inquisizione fino alla metà del Seicento. Lo scopo della ricerca è quello di offrire un quadro degli intrecci tra confessione e Inquisizione e di costruire una storia preliminare del disciplinamento cattolico nella Marca.



The studies on the Roman Inquisition devoted little attention to the Marca of Ancona. However, the history of the Holy Office in this area of the Papal States is of great importance, also for the presence of the shrine of Loreto (where the Society of Jesus managed a Penitenzieria) and of a relevant Jewish minority. The essay traces the history of heresy trials in the Marca of the Sixteenth century (especially those against the family of Alberico Gentili and that against Pomponio Rustici); analyzes the role of commissarii sent by the Holy Office (in particular, some Jesuit confessors and Gaspare Dotti), and offers an institutional history of the districts of the Inquisition until the late Seventeenth century. My purpose is to provide an overview of the interlacements between confession and Inquisition and to build a preliminary history of the Catholic discipline in the Marca.


Nell'anno in cui moriva Paolo III Farnese l'allarme per la diffusione dell'eresia in Italia permise al gruppo dei fautori della linea dura, riuniti intorno al cardinale inquisitore Giampietro Carafa, di giocare un ruolo senza precedenti nelle stanze della Curia pontificia. Come avrebbero raccontato Girolamo Catena nella vita di Pio V e Domenico Caracciolo in quella manoscritta di Paolo IV, con piccole varianti, ad accrescere il clima di allarme fu anche il sequestro di alcune casse avvenuto a Como,

percioche da Germania mandavano [...] balle di libri heretici, come si scoprì poi nel 1549 per mezzo del Santo Offitio di Roma, e di Fra' Michele Ghislerio, [...] per spargerli in Como, Cremona, Vicenza, Faenza, San Genesio, & in Calabria, al che fu rimediato opportunamente dal Santo Offitio di Roma con porre in ogni città valenti, et zelanti Inquisitori, servendosi anche tal'hora de secolari zelanti, e dotti per aiuto della fede.

Nella ricostruzione dei due devoti storici, che potevano attingere a fonti di prima mano, si menzionavano luoghi familiari agli studiosi dell'Inquisizione: Vicenza, Cremona (sede di una clandestina chiesa calvinista), l'arcieretica Modena (vi fa cenno Catena), Faenza (uno dei luoghi in cui il Sant'Uffizio avrebbe colpito con più rigore) e la Calabria dei valdesi; e si menzionava anche una terra del Piceno non altrettanto celebre. La geografia della Riforma in Italia vi è cartografata in larga parte; ma nelle ricostruzioni dedicate alla repressione ereticale del XVI secolo la Marca d'Ancona non ha attirato la stesse attenzione che hanno meritato altri luoghi della Penisola.

Continua la lettura (non è necessario il reader PDF)

Scarica il file Pdf

Stampa Invia ad un amico Testo in pdf


Newsletter
Invia la tua email per iscriverti alla newsletter. Riceverai informazioni sugli aggiornamenti e sulle attività del sito


Collabora con noi. Controlla i temi dei prossimi Call for papers. Oppure invia un tuo testo inedito. La redazione valuterà se pubblicarlo su uno dei prossimi numeri