Recensioni

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  • Recensione (segnalazione)
    La grande biblioteca d'Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all'opera: 1975-2015
    di Paola Puglisi

    La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, fondata nel 1876 e ospitata allora nell'edificio del gesuitico Collegio Romano, nel 2015 ha celebrato i 50 anni dall'inizio dei lavori di costruzione della nuova, attuale sede di Castro Pretorio (1965), e al tempo stesso i 40 anni dalla sua inaugurazione e riapertura al pubblico (1975). Questo lungo percorso è ricordato ora in uno spazio espositivo permanente creato ad hoc nel grande atrio dell'edificio, nell'intento di realizzare un'introduzione alla storia della biblioteca, ai suoi tesori bibliografici, alle opere d'arte in essa contenute e al "contenitore" stesso, esempio forse sottovalutato di architettura razionalista da iscrivere nel cosiddetto International style.

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  • Recensione
    La Coccarda Rossa, di Mauro Mercuri, Carlo Bazan, Carlo Rispoli, Segni d'autore, 2014
    di Ginevra Diletta Tonini Masella

    Parigi, autunno 1888. Un anziano e distinto signore legge seduto in un bistrot. Un uomo più giovane, dai tratti esplicitamente mediterranei, lo osserva e poco dopo gli si avvicina. Riconosce in lui il suo re, Francesco II di Borbone, in esilio a Parigi: da giornalista, gli chiede di poter ascoltare e raccontare i fatti accaduti quasi trent'anni prima.

    Inizia così il racconto appassionante dell'occupazione piemontese nell'Italia meridionale: filo conduttore di questa narrazione è il personaggio di Nicola Cardone, all'epoca sotto-ufficiale del Reggimento degli Ussari della Guardia Reale, a capo dei gruppi lealisti e fedeli ai Borbone. Attraverso la sua storia sono documentati e narrati fatti lasciati molto spesso a latere dalla storia ufficiale: l'arrivo delle truppe piemontesi nel Meridione, infatti, non fu affatto indolore e implicò stragi e soprusi per la popolazione, considerata involuta e al tempo stesso ostile, poiché fedele ai Borboni.

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  • Recensione
    Tiziana Plebani. Un secolo di sentimenti. Amori e conflitti generazionali nella Venezia del Settecento
    di Giuseppina Minchella

    La storia dei sentimenti, delle emozioni, delle passioni, è l'oggetto di questo bel libro di Tiziana Plebani. Una storia finora quasi inesplorata che viene percorsa per disegnare il contesto sociale e culturale della Venezia del Settecento e riconoscervi i grandi mutamenti storici, filosofici e sociali che hanno contribuito alla nascita di una nuova cultura della sensibilità. Per scoprire così, ben al di là dello scenario angusto della decadenza, una Venezia viva, moderna, che si fa parte integrante del coevo contesto internazionale.

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  • Intervista
    INTERVISTA ESCLUSIVA
    L'Arte che incontra la Storia - Eliseo Sonnino live per Paratissima 2015
    di Manuela Giuili

    Anche quest'anno, nella prima settimana di novembre, la città di Torino ospiterà Paratissima. La manifestazione, giunta alla sua undicesima edizione, è tra le più note fiere di arte contemporanea italiane.

    Il filo conduttore di questa edizione sarà "Ordine e Caos" e ogni artista sarà libero di declinarlo nel modo che ritiene opportuno.

    Quest'anno Eliseo Sonnino, artista romano che per la prima volta partecipa alla manifestazione, ha deciso di affrontare un tema storico e la sua opera alla fine della manifestazione sarà donata al Museo Diffuso della Resistenza di Torino. Un tipo di collaborazione questo, tra Artista, Paratissima e MUDI, che non ha precedenti.

    Sonnino, che nell'intervista che segue parlerà in dettaglio dell'installazione che realizzerà, è un artista attivo ormai da diversi anni. La sua è una ricerca prevalentemente astratta, uno studio di forme e colori che cerca di comporre tanto in contrapposizione che in relazione armonica cercando sempre di creare forme nuove e personali. Oltre alla pittura canonica a pennello, l'artista nella sua attività si è confrontato anche con altre tecniche, tra le quali l'incisione, l'acquerello, il disegno, la fotografia.

    L'iniziativa è stata ideata e curata dalla storica Micol Ferrara.

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  • Recensione
    Marina Benedetti, La valle dei Valdesi. I processi contro Tommaso Guiot, sarto di Pragelato (Oulx, 1495), Spoleto 2013
    di Maria Gattullo

    Come archivista mi fa particolarmente piacere sottolineare che Marina Benedetti è una dei rari professori universitari che continuano a fare ricerca in archivio: lo si nota fin dalla copertina del suo libro, che riproduce un particolare di una delle carte topografiche conservate presso l'Archivio di Stato di Torino per richiamare il territorio teatro dell'azione. Sfogliate poi le prime pagine, ci si imbatte nella ricostruzione delle vicende dei manoscritti da cui Marina Benedetti non può non partire per affermare che letture superficiali delle fonti possono produrre «schegge informative» (p. 4), riduttive della ricchezza di aspetti, temi, problemi collegati con l'approfondimento della fonte. Di conseguenza e coerentemente, il libro offre, come una scatola cinese, molti piani di lettura: circostanze della trasmissione e conservazione degli atti del processo, caso particolare di Tommaso Guiot, repressione valdese di fine Quattrocento. Aspetti fra loro già strettamente connessi esplodono in una serie di analisi, rivelatrici della profonda conoscenza della materia da parte dell'autrice e, forse, anticipatrici di nuove indagini da parte sua.

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  • Recensione
    Stronghold Crusader 2 (Firefly Studios)
    di Gianluigi De Luca

    Sono ormai passati dodici anni dall'uscita del primo Stronghold Crusader, a sua volta spin-off del discreto strategico in tempo reale Stronghold e del suo sequel Stronghold 2. Il primo, dal riscontro commerciale non molto brillante ma fortemente apprezzato dagli appassionati del genere, e il secondo, come quasi tutti i numeri due, non all' altezza delle aspettative.

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  • Intervento
    La storia violata
    Timbuktu di Abbderrahmane Sissako (2014)
    di Francesco Saverio Trincia

    Perché dei ragazzi, abitanti di una piccola comunità del deserto vicino a Timbuktu nell'Africa Sahariana, giocano, anzi non giocano a pallone, in un approssimativo campetto di calcio, dove il loro sport è stato violentato nella sua regola fondamentale che prevede lo scambio e i passaggi di un pallone tra due squadre che si battono per centrare la rete avversaria e fare gol? Perché tale assurda violenza, che costringe quei giovani a fingere di giocare e di fare gol senza un pallone, come lo spettatore letteralmente agghiacciato è costretto a vedere in una delle scene più forti e più simbolicamente significative del film incomparabilmente bello e straziante di cui stiamo parlando, il cui titolo coincide con l'antica, splendida città sahariana?

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  • Recensione
    Roberto Valeriani, La nuova moda tra '500 e '600, De Luca Editori d'Arte, Roma 2014
    di Samantha Maruzzella

    Nella splendida cornice di Villa d'Este, a Tivoli, si è da poco conclusa la mostra La nuova moda tra '500 e '600, che ha dato vita all'omonimo catalogo, entrambi a cura di Roberto Valeriani. Gli abiti dell'antica sartoria teatrale romana Farani e le opere in mostra che provengono da alcune delle più importanti gallerie e collezioni italiane raccontano la storia e l'evoluzione del costume a cavallo di due secoli che hanno segnato la storia della moda in Europa: ritratti e dipinti aiutano rasi, merletti, velluti e taffettas a rivivere i tempi che furono.


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