Cosa fa un consulente storico?

Una delle cose che ci sono, ma non si vedono in un film è il lavoro del consulente storico. Non mi sarei mai immaginato di diventarlo. Un giorno ho ricevuto una telefonata di Alberto Fasulo, che si è presentato come regista e mi ha chiesto un incontro. Non ha detto molto, ma mi sono informato per capire di chi si trattasse. Ero naturalmente molto curioso. Durante un incontro a casa mia mi ha parlato del progetto di un film su Domenico Scandella, detto Menocchio, dicendosi molto interessato alle mie conoscenze sul personaggio e sull’Inquisizione romana. Quando mi ha proposto una collaborazione, non ci ho pensato neanche un momento e ho risposto affermativamente.

Il primo problema che mi sono posto è stato capire per quali strade fosse arrivato a me, dato che non ci conoscevamo direttamente. La soluzione è stata molto semplice: avevamo un amico comune, Piero Colussi, casarsese di origine, grande esperto di cinema, fondatore delle Giornate del cinema muto di Pordenone e di altre iniziative culturali. Alberto è molto legato a lui e quando gli aveva esposto la prima idea di un film su Menocchio, Piero lo aveva invitato a parlare con me. Nei mesi seguenti ho conosciuto meglio il regista e poi lo sceneggiatore, Enrico Vecchi. Più tardi ho conosciuto anche la produttrice, Nadia Trevisan. Quando parlo di loro ad amici e famigliari dico sempre che sono bravissimi, molto preparati, hanno le idee chiare, sono incontentabili e puntano in alto. Lavorare con loro è una grande soddisfazione.