Il secolo dell’oro rosso e la sua eredità

La storia dello zafferano in Italia – qui si esaminerà essenzialmente il caso più significativo, quello dello zafferano aquilano o della piana di Navelli – è una storia particolare. Basti dire che non vi sono piatti tipici (storici) nella cucina aquilana che ne vedano l’impiego, ma che nella tradizione contadina della valle dell’Aterno il paziente lavoro di coltivazione e selezione dei pistilli costituiva la sicurezza di una dote per le ragazze da marito.
Dunque, una storia che ha a che fare con consumi di lusso (in tutt’altre aree), con il “plusvalore commerciale” – per dirla con Braudel – e con l’integrazione dell’economia di sussistenza della popolazione nella montagna appenninica; un insieme piuttosto eterogeneo di argomenti: cominceremo dunque con i consumi. Dando per scontate le informazioni più note – la provenienza orientale, veicolata dagli arabi – pare più interessante portare subito l’attenzione su due compagni dello zafferano: il riso e la seta.