N° 21/2016 – CINEMA E INQUISIZIONE

In questo numero monografico del Giornale di Storia presentiamo alcune riflessioni a margine della lavorazione del film dedicato alla nota figura di Domenico Scandella detto Menocchio, mugnaio friulano giustiziato per eresia sullo scorcio del Cinquecento. Gli interventi furono tenuti nel Seminario «Film, graffiti e ricerche in corso sull’Inquisizione», svoltosi alla Sapienza, Università di Roma, il 10-11 novembre 2016.

La storia dei rapporti tra il cinema e i processi dell’Inquisizione è lunga e costellata da opere valide e da paccottiglia, come spiega molto bene Valerio Evangelisti. Questo non è tuttavia un film storico, ma un film che ha l’ambizione di far capire all’uomo d’oggi la figura di Menocchio, uno che pensava con la propria testa e che ha pagato le sue idee con la vita. La lavorazione del film è molto lunga, come dicono il regista Alberto Fasulo e la produttrice Nadia Trevisan: anni di fatiche per avere 90 minuti di proiezione. Non è solo il regista ad essere impegnato, ma c’è tutto un mondo che ruota attorno a lui. Ad esempio lo sceneggiatore, lo scenografo, la costumista, i macchinisti, il fonico, il consulente storico e anche il fotografo di scena. Fotografare sul set è un’esperienza entusiasmante, perché pare di essere dentro ad un film e nessuno ti dice niente, al massimo un sorriso d’intesa quando si accorgono di essere ripresi.

Andrea Del Col