Una nuova definizione della cultura, dell’identità e della storia ebraica in età moderna. Simone Luzzatto e il suo «discorso circa lo Stato degli Hebrei et in particolar dimor»

“L’edizione e i commenti delle opere di Luzzatto dovuti alle fatiche di Giuseppe Veltri rappresenta uno straordinario contributo alla storia intellettuale d’Europa, alla storia dell’ebraismo italiano tra età barocca e Illuminismo, e anche, in generale, alla storia culturale italiana. La storia sociale delle idee, ma anche delle pratiche, che emerge dal Discorso permette infatti di capire il retroterra culturale che era alla base della trasformazione mentale e comportamentale dell’ebraismo italiano dell’età dei ghetti, all’interno dei quali si stava formando un ceto sociale e culturale ascrivibile alla borghesia italiana che avrebbe avuto un peso notevolissimo nell’Ottocento e nel processo del “Risorgimento” italiano.”

“The writings of the Venetian Rabbi Simon Luzzatto, recently edited by Giuseppe Veltri represent a significant contribute to the European intellettual history, to the Jewish and Italian cultural history between the Baroque Age and the Enlightnment. The social history of ideas and of rabbinical practice permit to understand the cultural humus of Jewish Italian Thinking and Behaviour changement during the Age of Ghettos, where Jews had been starting to take part in the Italian middle class. The Jewish social and cultural support to Italian middle class has played a fundamental role during the 19th century in the process of Italian “Risorgimento”.”

La figura di Simone Luzzatto (ca1583-1663) rappresenta sicuramente un caso di grande rilevanza nella scena culturale non soltanto veneziana o italiana, ma europea, e non solo relativamente all’ebraismo. Nel corso del Seicento, Venezia costituiva il fulcro di una rinnovata e vivace presenza culturale ebraica nella penisola e il cuore del tentativo di aprire la società dotta del ghetto alle influenze esterne e al dialogo con la cultura cristiana. La città si configura come centro culturale di produzione e di scambi di idee e anche di frequentazioni costanti tra ebrei e cristiani. Rilevante in questa prospettiva fu il ruolo del famoso rabbino Leon Modena (1571-1648) nella cui opera e nella cui vita è possibile riscontrare il dialogo serrato con la cultura gentile coeva, l’uso del volgare e il pieno inserimento nella vita sociale e culturale di Venezia e di altre città italiane.