Un’amicizia rivoluzionaria. Le lettere di Albert Soboul a Armando Saitta

La donazione da parte degli eredi dell’archivio privato di Armando Saitta alla Scuola Normale Superiore di Pisa, offre alla comunità degli studiosi l’occasione straordinaria di osservare da un punto di vista privilegiato il panorama intellettuale e storiografico europeo del lungo XX secolo. In particolare, la ricca documentazione accumulata da Saitta (manoscritti, articoli, recensioni e una sterminata serie di corrispondenza con i più grandi storici del suo tempo: a mero titolo di esempio, per rimanere nel campo degli studi rivoluzionari, Georges Lefebvre, Richard Cobb, Delio Cantimori, Alessandro Galante Garrone…) rappresentano un’occasione eccezionale per comprendere il metodo di lavoro di uno dei maggiori storici italiani del Novecento, sicuramente uno fra i massimi studiosi della Rivoluzione francese e del Triennio giacobino in Italia, come a lui piaceva chiamarlo. In questo testo si prenderanno in esame le lettere inviate a Saitta da Albert Soboul, l’ultimo rappresentante della cosiddetta interpretazione classica degli studi sulla Rivoluzione.