L’ex campo di concentramento fascista di Casoli. Un luogo della memoria europeo

Cos’è la memoria? Testimonianza del passato che sfugge all’oblio? Valorizzazione di un passato mai prima vissuto come tale? È un diario dell’esperienza? È un monumento? Un archivio? Un simbolo? Luglio 1940, Casoli fu scelta dal ministero dell’Interno per allestire in tre edifici un campo di concentramento fascista per internati civili “ebrei stranieri”. La direzione del campo era sottoposta al podestà ed ai commissari prefettizi di turno.

Un sottoufficiale e sei carabinieri della Legione carabinieri reali di Ancona sorvegliavano gli internati.

Maggio 1942, gli ebrei sono trasferiti nel campo di Campagna in provincia di Salerno. A Casoli giungono dal campo di Corropoli in provincia di Teramo civili delle terre di occupazione militare italiana in Jugoslavia che divennero internati politici del regime fascista definiti “ex jugoslavi”.

Nove degli ebrei internati a Casoli saranno deportati e sterminati ad Auschwitz; un altro invece assassinato alla Risiera di San Sabba, all’indomani dell’8 settembre 1943, sotto l’occupazione tedesca dell’Italia.

In occasione del Giorno della Memoria del 27 gennaio 2018, il Comune di Casoli ha apposto una targa contenente tutti i 218 nomi degli internati ed ha dato il nome di Piazza della Memoria allo spazio antistante i luoghi degli avvenimenti.

Quando a Casoli ci chiediamo che cos’è la memoria, rispondiamo: è essere custode e cultore delle storie di coloro che sono passati e che ci hanno lasciato i loro volti incisi nella nostra terra come un segno da non cancellare.

 

Una produzione di

campocasoli.org

Scritto da Giuseppe Lorentini e diretto da Francesco Di Toro

Voce narrante Icks Borea

Registrazione audio a cura di Giuseppe Peluzzi

Musiche di Francesco Di Toro

Sottotitoli in inglese a cura di Kiara F. Abad Bruzzo