Alla fine della Prima Guerra Mondiale, decine di migliaia di soldati dell’esercito francese vengono spediti in terra tedesca per occupare la Renania; buona parte di questi è originaria dei territori coloniali di Indocina e Nord Africa.

L’idea che un esercito composto in parte di sudditi delle colonie occupi un territorio europeo rovescia la dinamica coloniale e risulta un affronto intollerabile.

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6 aprile 1920. I reggimenti marocchini si trasferirono a Francoforte sul Meno. Ci saranno scontri con i manifestanti.

 

Nel corso degli anni ‘20 si scatenerà una violenta e sistematica campagna diffamatoria di stampo nazionalista e colonialista contro quella che viene definita “la vergogna nera” e che farà leva su un radicato e diffuso razzismo, alimentando la paura e l’odio della popolazione civile, attraverso immagini e narrazioni di episodi di spaventosa violenza, spesso di natura sessuale.

Una campagna che travalicherà i confini tedeschi e divamperà in tutta Europa e anche negli Stati Uniti ma che in Germania, di lì a breve, sarà l’anticamera delle politiche e degli esperimenti eugenetici nazisti.

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Frank Neupert ricorda un membro della famiglia diffamato e sterilizzato con la forza

 

Il documentario di Arte.tv illustra, con l’ausilio di testimonianze di storici, ricercatori e di preziosi filmati e documenti di archivio, la costruzione della campagna razzista contro la cosiddetta “vergogna nera” ideata appunto dalla propaganda nazista in Germania a partire dagli anni Trenta.

Vittime di tale persecuzione, che ben si inseriva all’interno delle teorie biologiche razziste volte al perseguimento della purezza della razza ariana, furono i bambini afro-tedeschi nati dalle relazioni tra donne renane e soldati provenienti dalle colonie francesi: nord africani, senegalesi, vietnamiti inviati dagli Alleati nei territori occupati della Renania alla fine della Prima Guerra Mondiale.

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Nell’estate del 1937 molti bambini della Renania furono sterilizzati con la forza dai nazisti

 

I “bastardi della Renania”, così definiti da Walter Groß responsabile dell’Ufficio politico razziale del Partito nazionalsocialista tedesco, dovevano essere individuati, schedati e sottoposti a una campagna di sterilizzazione forzata. Si dovevano prevedere, per stessa ammissione del funzionario, anche metodi illegali “effettuati da organismi di partito appositamente autorizzati”.

 

Video disponibile fino al 09/12/2020