Stronghold Crusader 2 (Firefly Studios)

Sono ormai passati dodici anni dall’uscita del primo Stronghold Crusader, a sua volta spin-off del discreto strategico in tempo reale Stronghold e del suo sequel Stronghold 2. Il primo, dal riscontro commerciale non molto brillante ma fortemente apprezzato dagli appassionati del genere, e il secondo, come quasi tutti i numeri due, non all’altezza delle aspettative.

L’appendice Crusader non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: tutto si svolge durante il periodo delle Crociate, con Riccardo Cuor di Leone e il Feroce Saladino pronti a fronteggiarsi. Aggiungiamo dodici anni di progresso videoludico, motore Havok di ultima generazione compreso, ed otterremo Stronghold Crusader 2, dove ritroviamo le nostre vecchie conoscenze, che a volte affronteremo e altre spalleggeremo. Ottima scelta dal punto di vista tecnico ma forse un po’ carente di fantasia, visto che i due titoli presentano più o meno le stesse meccaniche di gioco e le stesse ambientazioni. Questo revival vitaminizzato ha l’indubbio pregio di risvegliare dal coma tutti i vecchi fan del primo capitolo, farli ringiovanire di dodici anni donando loro altre mille memorabili battaglie: un po’ come se oggi uscisse un nuovo album inedito dei Police

A questo punto, come si farebbe ascoltando i nostri Police redivivi nel 2014, inizieremo il giro sulle montagne russe: dopo una breve escalation di godimento puro e flash di piacevoli frammenti di retro-gaming il nostro sistema nervoso centrale si dedicherà ad un’analisi più critica, attenta a distinguere fra nostalgia e divertimento, che i puristi del genere e della serie sfrutteranno per godere appieno dell’esperienza di gioco, ma che i gamers di nuova generazione digeriranno con più difficoltà, vuoi per l’inevitabile obsolescenza dell’interfaccia utente (minacciata sempre di più dall’immediatezza dei sistemi touch) vuoi per la (purtroppo) conclamata desuetudine percepita dal grande pubblico verso gli rts, affogati ormai nel profondo abisso degli fps in alta risoluzione, che rappresenta da anni la quota più alta di mercato.

Come in tutti gli rts che si rispettino, oltre a prendere a colpi di palla chiodata chiunque ci fronteggi dobbiamo costruire e gestire il nostro presidio, partendo dalla torre del Lord che di volta in volta ci rappresenta, estrarre dai dintorni nuove risorse come frutta, legno, pietra o ferro, accogliere nuovi villici edificando case, erigere mura di cinta e torrioni per la difesa, e addestrare il nostro esercito con i vari tipi di caserma a disposizione.
La varietá delle cose da fare é ampia: numerose tipologie di risorse e una rosa di guerrieri molto vasta, che spazia dai semplici arcieri agli assassini, passando per lanceri, spadaccini e dervisci danzanti, per poi culminare con gli evocativi Cavalieri Templari, potentissimi condottieri che, una volta dotati del loro fido destriero, impegnano la battaglia in modo determinante.

Per chi non ha molta esperienza con gli strategici, il gioco mette a disposizione un utilissimo e completo tutorial, che ci guida attraverso le molte cose da fare: impareremo a costruire il nostro castello e organizzare il procacciamento dei materiali che poi ci serviranno per progredire nel gioco stesso. Il tutorial è una parte molto importante di SH2, se non fondamentale. Il suo completamento renderà la nostra esperienza di gioco molto appagante, a patto che si riesca a trovare la pazienza per arrivare fino in fondo rispettando i livelli di addestramento proposti (a meno che non conosciate già la serie): insomma, se siete disposti a “soffrire” un po’, questo gioco vi darà non poche soddisfazioni.

Il livello medio di difficoltà oltretutto è abbastanza sopra gli standard, e se da un lato dopo una mezza dozzina di missioni (sia nel tutorial che nelle campagne di apprendimento, il vero e proprio cuore del gioco) la routine edifica-coltiva-estrai-addestra ci sembrerà un po’ ripetitiva, dall’altro ci esalteremo nel pianificare e affrontare le battaglie, sia in fase offensiva che difensiva, le quali offrono un buon livello di varietà: la scelta delle truppe usate infatti influenza realmente l’andamento delle schermaglie, così come le differenze morfologiche dei vari scenari proposti ci permette di tendere un agguato al centro di una valle o accerchiare il nemico sfruttando i rilievi del terreno. Le campagne di apprendimento ci proporranno molte sfide da affrontare, sempre con difficoltà progressiva: molto spesso falliremo, e vero, ma potremo rielaborare la nostra strategia e riprovare, magari consultando uno o tutti e tre i suggerimenti tattici forniti dalla schermata di inizio campagna, scoprendo che c’è sempre un approccio vincente se azzecchiamo le mosse giuste.

Anche nelle campagne la curva di difficoltà è ben equilibrata: inizieremo con l’affrontare un avversario alla volta, poi due o tre, quattro, anche cinque, e spesso saranno presenti Lord neutrali con i quali potremo allearci, in cambio naturalmente di una certa quantità d’oro. Incontreremo Sultani, Scià e Califfi, fino ad arrivare a confrontarci con Riccardo Cuor di Leone e Saladino Il Grande, in battaglie complesse nelle quali lo schermo sarà frequentato, soprattutto in quelle finali, da una decina di fazioni diverse, rendendo le fasi di gioco molto concitate, a volte addirittura troppo. Il desiderio di farci spuntare altri due occhi e altre quattro braccia, oltre ad un flacone di diazepam sulla scrivania, si farà sempre più impellente: raramente si riesce a coordinare come si vorrebbe le cose da fare sul campo di battaglia, soprattutto se ci stanno distruggendo a colpi di catapulta i muri di cinta, e allo stesso tempo stiamo attaccando un avamposto, dobbiamo implementare le nostre truppe e ci accorgiamo che siamo a corto di denaro.

E’ per questo che la nostra principale priorità sarà necessariamente quella di dover imparare a padroneggiare al meglio la parte gestionale del gioco. Come nel miglior Sim City infatti, ogni nostra scelta influenzerà in qualche modo la microeconomia del nostro piccolo mondo: alziamo troppo le tasse, e vedremo gli abitanti lasciare il villaggio, costruiamo le case lontano dal castello del Lord e la soddisfazione generale scenderà. Molta attenzione andrà riposta nel costruire i vari tipi di armeria, per produrre spade, archi, lance, mazze che i nostri soldati equipaggeranno in base alla loro qualifica, senza dimenticare le scuderie per i cavalli, power-up fondamentale per i nostri Cavalieri Templari, e le varie macchine da guerra come le catapulte, utilissime per abbattere le mura di cinta dei presidi nemici.

All’interno di questo aspetto è custodito lo spirito stesso del gioco: non importa quanto sia spiccata la nostra attitudine al comando o di quanto siano sopraffine le nostre tattiche militari. Quello che farà la differenza sarà soprattutto la nostra abilità nel coordinare la produzione delle materie prime e la raccolta delle risorse alimentari. La gestione del nostro esercito è sicuramente importante ma la sua efficacia reale dipenderà inevitabilmente dai primi due aspetti sopra citati.

Se riusciremo ad arrivare fino in fondo, culminando nella battaglia finale che gli sviluppatori hanno battezzato (senza esagerare, credeteci) “Il Regno del Terrore”, sarà proprio grazie al raggiungimento del nostro nirvana, in cui troveremo il perfetto bilanciamento all’interno della nostra to do list, in un crescente e concitato multitasking privo di momenti di inattività, costantemente pressati dal cronometro.

Se già così il gioco ci offre una sfida non indifferente, abbiamo inoltre a disposizione una interessante modalitá sandbox, mediante la quale potremo creare battaglie personalizzate scegliendo l’ambientazione e gli avversari da affrontare, e, non ultimo, una sezione in cui sarà possibile scaricare gli scenari realizzati da tutta la comunità di Stronghold; immancabile infine la sezione multiplayer, grazie alla quale potremo ospitare o essere ospitati in lobby per un’esperienza ancora più completa (durante la prova abbiamo trovato una ventina di sessioni già aperte, a testimonianza di come ci siano ancora molti appassionati del gioco in varie parti del mondo). Inoltre, a complemento di tutto ciò, è da poco disponibile su Steam il download di un interessante pack aggiuntivo, contenente una nuova campagna per giocatore singolo, con sette nuove missioni, due nuovi personaggi IA, e molto altro ancora al prezzo di € 4, 99, dal titolo evocativo “la Principessa e il Maiale”, a testimonianza di quanto i Firefly Studios abbiano a cura la longevità del titolo.

Conclusioni:

Rievocare i fasti di un gioco come Stronghold, molto amato dagli appassionati del genere, presenta non poche difficoltà: i Firefly Studios riescono senza dubbio a rimodellare e perfezionare un titolo che per molti versi era già ottimo. Ci teniamo a ribadire che non è un gioco per tutti: mentre per un esperto cultore del genere sarà come risalire in bicicletta dopo dodici anni e scoprire con piacere che non è passato neanche un giorno, per chiunque altro i risultati dell’approccio saranno diversi e contrastanti, così come il tornaconto in termini di soddisfazione e divertimento puro. Sarà compito di ogni singolo fruitore apprezzare da subito la complessità delle meccaniche di gioco o farsi sopraffare dalla frustrazione al nascere delle prime vere difficoltà; siamo d’accordo, questo non è un gioco per tutti, ma nella pletora di titoli fotocopia che ormai ci sommergono SC2 rappresenta uno dei pochi spartiacque rimasti che ci permettono di uscire un po’ dai binari del mainstream digitale al quale ci siamo abituati, oserei dire, un po’ troppo.

Pro:

Curva di difficoltà ben bilanciata;

buona varietà delle Campagne;

modalità sandbox;

ottimo tutorial.

Contro:

E’ un titolo di nicchia: per molti, ma non per tutti;

qualche rallentamento nelle fasi più “affollate”.

Voto:

8/10