Studi sul mondo sefardita. In memoria di Aron Leoni, a cura di Pier Cesare Ioly Zorattini, Michele Luzzati e Michele Sarfatti, Olshki, 2012

Studi sul mondo sefardita. In memoria di Aron Leoni, a cura di Pier Cesare Ioly Zorattini, Michele Luzzati e Michele Sarfatti, Olshki, 2012

ABSTRACT

Alla storia degli ebrei sefarditi di Ferrara, Aron Leoni ha dedicato pagine importanti, ricche di spunti storiografici e di riferimenti archivistici puntuali. Il suo lavoro di storico, nato per passione in età già avanzata, ha portato alla luce un corpus straordinario di documenti su un tema, quello della presenza e dell'inserimento dei profughi spagnoli e portoghesi, quanto mai centrale negli studi sulle comunità ebraiche in età moderna.

Alla storia degli ebrei sefarditi di Ferrara, Aron Leoni ha dedicato pagine importanti, ricche di spunti storiografici e di riferimenti archivistici puntuali. Il suo lavoro di storico, nato per passione in età già avanzata, ha portato alla luce un corpus straordinario di documenti su un tema, quello della presenza e dell’inserimento dei profughi spagnoli e portoghesi, quanto mai centrale negli studi sulle comunità ebraiche in età moderna.

Alla storia degli ebrei sefarditi di Ferrara, Aron Leoni ha dedicato pagine importanti, ricche di spunti storiografici e di riferimenti archivistici puntuali. Il suo lavoro di storico, nato per passione in età già avanzata, ha portato alla luce un corpus straordinario di documenti su un tema, quello della presenza e dell’inserimento dei profughi spagnoli e portoghesi, quanto mai centrale negli studi sulle comunità ebraiche in età moderna.

La raccolta di saggi in memoriam curata da studiosi autorevoli della storia dell’ebraismo italiano (Pier Cesare Ioly Zorattini, Michele Luzzati e Michele Sarfatti) mette al centro proprio le fonti e la loro analisi. Ne risulta una ricostruzione approfondita, e spesso innovativa, sia della complessa fase di primo insediamento dei sefarditi sia del periodo successivo, spingendosi fino all’indagine su Salonicco nel 1943 presentata da Michele Sarfatti. I saggi abbracciano, dunque, un periodo assai vasto, che va dalla fine del Quattrocento all’età delle persecuzioni nazi-fasciste percorrendo un ampio spazio geografico: non solo l’amata Ferrara magistralmente fotografata dai lavori di Aron Leoni ma l’intera Italia ebraica di età moderna e contemporanea (la Toscana, Roma, Venezia, Trieste ma anche la Francia e la comunità di Amsterdam).

La mobilità, le reti di relazione e la cultura dei sefarditi costituiscono gli snodi storiografici attorno a cui si dipanano i contributi raccolti nel volume. Sul piano metodologico, ancora una volta secondo la lezione di Leoni, gli studi proposti sono sostenuti da minuziosi scavi archivistici; dunque, una prospettiva spesso microstorica, sviluppata attraverso case studies che, condotti in serrato dialogo con la storiografia più recente, offrono risultati di grande interesse. Esempio di uno stile di lavoro animato dalla passione per la ricerca del frammento di vita, per la notizia nascosta ma capace di aprire nuovi orizzonti, è il saggio di Roberto Bonfil che, a partire da una piccola scoperta dello stesso Leoni, porta nuova luce sulla famiglia di Yosef ha-Cohen (autore di celebri cronache ebraiche).

Le ricerche di Michele Luzzati, Anna Esposito, Elisabetta Traniello, Laura Graziani Secchieri, Benjamin Ravid e Roberto Bonfil raccontano il primo secolo di presenza sefardita in Italia attraverso l’analisi di fonti e questioni diverse ma strettamente intrecciate. Apre il volume la ricostruzione delle strategie di inserimento perseguite dai sefarditi nella Toscana del primo Cinquecento grazie all’intestazione delle condotte feneratizie (Luzzati) e, di conseguenza, alla creazione di reti familiari e commerciali estese lungo il territorio. L’articolazione sociale degli insediamenti – esaminati attraverso i protocolli notarili per il contesto romano (Esposito) e con un approccio di storia urbana nel caso di Ferrara e dalla sua topografia (Secchieri) – conferma la rilevanza della questione e l’ampio spettro di varianti su cui si andarono declinando le relazioni dei nuovi arrivati con la società cristiana circostante e con i gruppi ebraici locali. Emerge una raffigurazione di straordinaria precisione delle comunità ebraiche nel Cinquecento, del loro tessuto sociale e culturale e dei loro rapporti con l’Europa e con il Levante, tenuti in vita anche grazie all’apporto dei sefarditi. I commerci degli ebrei e il loro inserimento nelle rotte nazionali e internazionali sono discussi, infatti, sia a proposito del ducato estense (Traniello), sia delle comunità sefardite in Francia (Nahon) sia, ovviamente, di Venezia (Ravid). A Ferrara dedica una riflessione di grande interesse anche Ioly Zorattini: la pubblicazione della prima anagrafe del ghetto della città (in appendice) si rivela utile per un’indagine che si confronta tanto con i temi della storia sociale e della demografia quanto con aspetti culturali e rituali della comunità estense e dei suoi costumi.

Gli articoli di Myriam Silvera, Maddalena Del Bianco Cotrozzi e Luisa Mayer Modena investono argomenti di ambito più strettamente culturale ma sviluppato attraverso una linea di ricerca che, ancora una volta, parte dall’esame di singoli documenti: il Tractatus theologicus-politicus di Spinoza e le reazioni del rabbinato di Amsterdam (Silvera), la nascita del primo oratorio sefardita a Trieste nella seconda metà del Settecento (Del Bianco Cotrozzi) e un’inedita Megillat Ester (Libro di Ester) redatta in caratteri ebraici e in lingua franca mediterranea, proveniente da Livorno e dal suo straordinario ambiente interculturale (Mayer Modena).

La raccolta è chiusa da due lavori dedicati al periodo contemporaneo. Prima Annalisa Di Fant discute la vicenda poco nota della diaspora corfiota a Trieste alla fine dell’Ottocento; poi, le considerazioni di Michele Sarfatti sulla sorte degli ebrei italiani di Salonicco nel 1943 e sull’inedita e incerta “protezione” di cui furono oggetto. Dunque, due saggi inerenti l’area Adriatica, quasi a voler sottolineare, con questo ritorno nel Levante nelle battute finali, la pervasività di legami tra Oriente e Occidente intessuti dagli instancabili ebrei sefarditi lungo i secoli della storia.