Firenze nella crisi religiosa del Cinquecento: echi e commenti

Firenze nella crisi religiosa del Cinquecento: echi e commenti

ABSTRACT

Il convegno dedicato alla crisi religiosa del Cinquecento nella Firenze cosimiana, che concettualmente prende le mosse dall’incontro relativo all’arte e al dissenso antimediceo del 2016, conferma il fil rouge che lega le dinamiche politiche e quelle religiose nel contesto fiorentino. L’articolata politica religiosa esperita da Cosimo è parte non secondaria della complessa strategia del principato Nel contempo, la ricchezza del discorso religioso non può esaurirsi soltanto all’interno delle logiche del principato, come dimostra sia la persistenza dell’eredità savonaroliana, sia l’influenza e le concrete declinazioni della sfuggente e poliedrica “riforma italiana” nell’ambito fiorentino.

Il convegno dedicato alla crisi religiosa del Cinquecento a Firenze (23-25 novembre 2017) deriva concettualmente dall’incontro “Against the Medici – Art and dissent in early modern Italy” del 2016, tappa fondamentale per lo studio delle varie articolazioni (politiche, culturali, artistiche) della disattesa storia antimedicea. Tale collegamento non scaturisce semplicemente dal fatto che il convegno sull’arte e sul dissenso era stato organizzato dal Medici Archive Project, promotore anche della più recente iniziativa – insieme al Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’Università degli Studi di Firenze e all’Istituto Sangalli – , ma dalle tematiche e dalle questioni allora discusse. Da un lato, l’opposizione finanziaria e politico-militare antimedicea dei fuoriusciti imperniata sulle comunità fiorentine all’estero (Roma, Lione, Venezia, ecc.) trovava profonde assonanze con l’arte e la parabola di Michelangelo, pienamente inserito nella nazione fiorentina romana e legato, per il tramite di Luigi del Riccio, al clan degli Strozzi.
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