Il Giornale

Il progetto

Il Giornale di Storia è una rivista scientifica on line nata nel 2009, indipendente e rigorosamente Open Access, a carattere trimestrale, che si occupa di Storia in un’ottica interdisciplinare e diacronica.

Il Giornale di Storia è stato classificato dall’Anvur come rivista scientifica sia per l’Area 10 (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche), sia per l’area 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche).

Codice ISSN 2036-4938.

“A che serve la storia?” Alla classica domanda di Marc Bloch si può rispondere che essa costituisce certamente lo strumento scientifico indispensabile alla comprensione del presente ma anche, e soprattutto, il collante fondamentale dell’identità di una società: la storia consente a una società di non dimenticare se stessa e di costruire il proprio futuro sulla retta memoria del passato. Ancora Bloch ci ricorda che “l’ignoranza del passato non si limita a nuocere alla comprensione del presente; essa compromette, nel presente, l’azione medesima”. Naturalmente, essendo questa la sua natura, la storia è sempre esposta al rischio di distorsioni e di utilizzazioni finalizzate ad altri scopi. Ma la consapevolezza e l’uso critico i documenti e le fonti, strumenti primari del mestiere e elementi fondativi del sapere storico come sapere scientifico, possono costituire l’antidoto a tali tentativi di re-invenzione del passato e ribadire la delicatezza delle conseguenze dell’uso della storia sulla nostra vita civile.

Il Giornale di Storia nasce con l’obiettivo di offrire sia al pubblico specialistico degli studiosi sia a una più vasta platea di lettori un nuovo strumento di riflessione e di intervento. Proprio per ottenere una maggiore diffusione e, soprattutto, una più semplice accessibilità da parte dei lettori e degli studiosi interessati si è deciso di pubblicare on line il Giornale. Intento della redazione, in cui lavora un nutrito gruppo di giovani studiosi, è rendere il Giornale un’agile sede in grado di accogliere i risultati delle nuove ricerche in corso con particolare riferimento alla storia moderna e contemporanea. Inoltre questo spazio si propone come luogo in cui gli storici, con i tempi, il rigore e il metodo propri del mestiere, possano affrontare le sfide sempre più spesso lanciate alla nostra disciplina. I mezzi di comunicazione di massa ci costringono quasi ogni giorno a interrogarci sull’utilità e sul valore del nostro lavoro; tuttavia, oggi, mentre risulta essere palese un uso pubblico e diffuso della storia nella società, i problemi sollevati dalle nostre ricerche e la complessità delle ipotesi e delle interpretazioni suscitate dallo studio e dal vaglio critico delle fonti rimangono lontani dall’opinione pubblica, influenzata per lo più dai pareri di politici e giornalisti. Vorremmo riproporre oggi, in un contesto diverso ma ancora segnato dall’esigenza di partecipazione e presenza civile dello storico manifestato da Marc Bloch negli anni più difficili del secolo scorso, l’antica e sempre nobile aspirazione a realizzare, con il nostro lavoro, una continua e sempre viva “apologia della storia”.

 

Tipologia dei contributi pubblicati

Il Giornale di Storia pubblica contributi inediti di due differenti tipologie:

– Articoli di taglio scientifico sottoposti al Double blind peer review.

– Recensioni, interviste, schede di approfondimento e contributi di carattere divulgativo e per questo non sottoposti al procedimento del Double blind peer review.

 

Peer review

Il Giornale di Storia pubblica a cadenza trimestrale numeri monografici dedicati a argomenti storiografici specifici.

La programmazione, a seconda delle richieste che perverranno in Redazione, potrà prevedere anche la definizione di numeri miscellanei.

Nel caso di numeri monografici coordinati da uno o più curatori, la responsabilità della selezione e della revisione dei saggi è affidata a loro stessi.

Per la valutazione degli articoli di taglio scientifico, il Giornale di Storia si avvale del procedimento del Double blind peer review, ricorrendo a consulenti scelti per le loro specifiche conoscenze in materia, che si occupano di valutare l’articolo in forma anonima.

Il giudizio viene formulato seguendo i criteri indicati dalla “Scheda di valutazione del GdS”.

Successivamente tale giudizio viene inviato agli autori in forma totalmente anonima.

 

Pubblicare con il Giornale di Storia

Gli Autori sono tenuti a inviare alla mail di Redazione: redazione.giornaledistoria@gmail.com o direttamente al link “Contatta la nostra redazione”, il proprio articolo inedito accompagnato da un abstract in italiano e in inglese, da un breve profilo bio-bibliografico e da tre parole chiave (italiano/inglese). Si accettano anche contributi in lingua straniera.

Una volta che la proposta sarà peer reviewed, gli autori saranno tenuti a elaborarla seguendo, oltre le indicazioni dei referees, le norme redazionali della Rivista.

La pubblicazione dei contributi è vincolata all’adempimento delle norme redazionali scaricabili da qui

 

Open Access

Sin dal 2009, anno della sua fondazione, il Giornale di Storia pubblica i contenuti in modalità Open Access: articoli, recensioni, schede di approfondimento, sono liberamente e gratuitamente fruibili dai lettori e dagli studiosi senza alcuna limitazione o necessità di iscrizione.

Il Giornale di Storia non impone agli autori costi di elaborazione e di pubblicazione per i loro testi.

Presentando il proprio articolo alla rivista l’autore accetta implicitamente la sua pubblicazione in base alla licenza Creative Commons.

 

Licenza Creative Commons

Tutti i contenuti pubblicati sul Giornale di Storia sono Copyright degli autori e, laddove non diversamente specificato, sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0)

Per ogni utilizzo dei contenuti al di fuori dei termini della licenza si prega di contattare l’autore e/o la Redazione, al seguente indirizzo email: redazione.giornaledistoria@gmail.com

 

Codice etico

La Rivista si ispira al codice etico delle pubblicazioni elaborato da COPE, Committee on Publication Ethics.