Discussione del libro di Daniele Menozzi, Il potere delle devozioni. Pietà popolare e uso politico dei culti in età contemporanea (Carocci, 2022) presentato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore il 3 maggio 2022
Raffaella Perin, Risemantizzare la consacrazione al Cuore immacolato di Maria. Una chiave di lettura del presente
Il 25 marzo 2022, giorno della solennità dell’Annunciazione, Russia e Ucraina sono state consacrate al Cuore immacolato di Maria da papa Francesco «perché cessi la guerra».
Nei giorni immediatamente precedenti e successivi alla consacrazione la stampa, agenzie e siti web di informazione hanno dato risalto alla notizia, spesso accompagnandola con interviste ad esperti vaticanisti: il gesto del papa necessitava di una interpretazione, in particolare per la sua valenza politica, in quanto si legava inestricabilmente con la posizione della Santa Sede sulla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. Sulla scorta di studi pionieristici sulla politicizzazione delle devozioni in età contemporanea, Daniele Menozzi è intervenuto in diverse testate nazionali – «Il Foglio», «Domani», «il Manifesto», www.settimananews.it, e «Il Regno» – per spiegare come un atto di fede nel corso della storia sia diventato uno strumento politico, e per collocare di conseguenza la decisione di Francesco in una prospettiva che aiuti a comprenderne il significato. Sebbene l’autore non ne parli nel libro che presentiamo, essendo stato dato alle stampe prima dell’annuncio dell’atto consacratorio del regnante pontefice, la raccolta di saggi non è solo la summa di un tema storiografico caro all’autore, ma offre anche la possibilità di riflettere su alcuni avvenimenti di attualità attraverso coordinate storiche di lungo periodo.
Nel volume Menozzi analizza cinque devozioni in un primo tempo diffuse a livello popolare e successivamente assunte dal magistero per promuoverne il culto pubblico: si tratta dell’istituzione del dogma dell’Immacolata concezione di Maria, dell’elevazione di san Giuseppe a patrono della Chiesa universale, della intronizzazione del Sacro Cuore nelle famiglie e della consacrazione degli Stati al Sacro Cuore, della nomina di san Francesco a patrono d’Italia e delle semantizzazioni del culto del Cuore immacolato di Maria.
Lo studio, come chiarito nell’Introduzione, prende in considerazione esclusivamente il punto di vista dell’autorità ecclesiastica. Le domande cui l’autore tenta di rispondere riguardano le circostanze e le motivazioni che spinsero i papi a favorire un determinato culto, e quali aspetti politici siano stati espressamente collegati alla loro promozione. Non sono oggetto del libro la loro ricezione e la ricaduta della loro rilevanza politica a livello popolare. Si tratta di una precisazione di metodo quanto mai opportuna, che non esclude l’importanza di una storia della religiosità popolare dal basso, che è necessario considerare anche per capire alcune scelte dell’attuale pontefice.
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