L’attività di Giulio Cogni all’estero. Il lettorato in Francia (1935-1936) – Seconda parte


Abstract: L'articolo esamina la seconda parte dell'attività di Giulio Cogni in Francia. Con documentazione inedita si ricostruiscono anzitutto le vicende della sostituzione del console a Nantes Gradenigo con Giovanni Giurato; in secondo luogo le iniziative e il lavoro d'insegnamento e di propaganda del lettore senese a Rennes (e anche a Parigi) nel nuovo anno accademico 1935-1936 insieme all'attività pubblicistica condotta in Italia, veicolo della propria concezione razzista, fino al trasferimento in Germania deciso dal Ministero nell'estate del 1936.

Questo contributo in più articoli è dedicato alla ricostruzione dell’attività all’estero di Giulio Cogni, figura che occupa un posto non trascurabile nella storia del razzismo e dell’antisemitismo italiani nel regime fascista, attraverso la presentazione di documentazione inedita . Il ruolo di Giulio Cogni è stato analizzato dalla storiografia concentrando l’attenzione in gran parte su quanto egli fece in Italia. Meno studiate sono le sue attività all’estero, nonostante la loro indubbia rilevanza. Non è stato finora esaminato, invece, il suo rapporto epistolare con Giovanni Gentile, a differenza di quanto è stato fatto, se pur in maniera limitata, per i contatti professionali con Federico Gentile (che quindi meriterebbero ancora uno studio approfondito). In questa prima parte mi occuperò del primo periodo trascorso dall’insegnante senese in Francia. La ragione della divisione in due parti della sua attività come lettore in Bretagna risiede nella necessità di ricostruire separatamente e in breve il percorso che lo condusse all’estero, soprattutto le vicende dell’istituzione del lettorato a Rennes e l’inizio, ad anno accademico inoltrato, del suo incarico in Francia, caratterizzato da una prospettiva di breve durata e finalizzato al trasferimento in Germania. La prosecuzione nel successivo anno accademico presenta alcune rilevanti novità che a mio giudizio richiedono una trattazione separata, pur emergendo ovviamente percorsi di continuità.

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Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.