Nel 1941 i nazisti trasformarono Vilnius, allora popolata da 60mila ebrei poi ridotti a 18mila nel ghetto, in un centro di smistamento di libri, documenti e opere d’arte ebraici proveniente da tutta l’Europa dell’Est. Prima della Seconda Guerra Mondiale Vilnius era una delle città più ricche di biblioteche ebraiche, vera capitale culturale dell’Europa orientale conosciuta in tutto il mondo. I nazisti affidarono il lavoro agli intellettuali della “Gerusalemme di Lituania”, che dovevano separare le opere rare, da inviare all’istituto di ricerca nazista sugli ebrei a Francoforte, da quelle meno importanti, destinate alla distruzione. L’operazione faceva capo a Alfred Rosenbeg, l’ideologo nazista. Gli eroi della “Brigata della carta”, come venivano chiamati nel ghetto, riuscirono a nascondere e a salvare migliaia di opere. Grazie alla resistenza di Herman Kruk, militante del partito operaio ebraico, del linguista Zelig Kalmanovich, o ancora dei poeti Shmerke Kaczerginski e Avrom Sutzkever, questi tesori della cultura Yiddish sono oggi conservati nel nuovo YIVO (Istituto Scientifico Ebraico) di New York e alla Biblioteca nazionale di Lituania.
La regista belga Diane Perelsztejn ne ha rintracciato la storia in questo documentario di ARTE in italiano. La redazione del Giornale di Storia lo propone in quanto rara ed emozionante descrizione della particolare resistenza antinazista del “popolo del libro”, in difesa della propria identità culturale e religiosa.
Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.