“Pochi acri di neve”  fu un’espressione usata da Voltaire per minimizzare la sconfitta subita dalla Francia di Luigi XV al termine della cosiddetta guerra franco-indiana. Il conflitto, svoltosi tra il 1754 e il 1763, fu l’estensione e ripercussione oltreoceano della Guerra dei Sette anni che si combatté sul suolo europeo nello stesso periodo. Questa guerra vide la Francia e le numerose tribù indiane sue alleate, in possesso della parte nordorientale del continente americano, combattere contro la Gran Bretagna per la valle dell’Ohio. A migliaia di miglia dalle proprie case, coloni e soldati combatterono tra foreste impenetrabili, su distanze straordinarie e con imprevedibili tribù di nativi ostili. Gli inglesi infine riuscirono ad avere la meglio, ponendo fine alle pretese di dominazione territoriale francese in America.

Il gioco da tavolo, ideato da Martin Wallace, uno dei più prolifici autori del settore, riproduce fedelmente l’atmosfera di questa guerra e l’asimmetria tra le fazioni coinvolte. Come in una partita a scacchi, un giocatore si siede di fronte all’altro, con il tabellone che rappresenta la mappa del nord America grossomodo compresa tra Boston e Montreal. Queste due città sono le capitali e gli obbiettivi di vittoria delle due fazioni. Il gioco finisce immediatamente quando un giocatore conquista la capitale dell’altro, quando si tolgono abbastanza territori all’avversario o quando si piazzano sulla mappa un certo numero delle proprie città e fortezze. Le scritte sul tabellone sono orientate verso un giocatore o l’altro a seconda dello schieramento, aumentando così la sensazione di possesso del proprio lato del tabellone.

Few-Acres-Snow
A few acres of snow, tabellone di gioco (particolare)

Ognuno ha una “cintura” di città, villaggi e territori di partenza sotto il proprio controllo. Gli insediamenti sono collegati da rotte marittime, strade e, spesso, sentieri nei boschi percorribili solo dalle agili truppe di nativi al servizio di entrambi i contendenti. Tra i territori francesi e quelli inglesi, inoltre, sono presenti numerose aree “grigie” che possono essere liberamente colonizzate dalle potenze in gioco.

La partita prosegue attraverso la formula del deck-building. Ogni giocatore ha cioè una mano iniziale di carte e un proprio mazzo di pesca. Le carte spesso hanno più di un possibile utilizzo e bisogna sceglierle attentamente in virtù degli effetti futuri. La cattura di ogni spazio sulla mappa aggiunge carte alla mano del proprietario ma alcune sono più utili di altre. La gestione oculata della propria mano e la creazione di un meccanismo agile ed efficace di pesca e utilizzo delle risorse dal mazzo è essenziale.

Le carte possono rappresentare territori o unità e risorse di altro tipo. Con l’avanzare del gioco si selezionano nuove carte da aggiungere alla mano e se ne possono eliminare altre, modificando il ventaglio di opzioni a disposizione sulla base della strategia perseguita da un giocatore: non conviene mai accumulare carte di per sé perché rende più difficile controllare il mazzo e prevedere cosa pescare. A seconda che si voglia creare velocemente un esercito, colonizzare le aree vuote, impiegare più nativi americani o migliorare la propria economia, ad esempio, ci sono numerose combinazioni di carte differenti disponibili. Sebbene questo gioco sia classificabile a tutti gli effetti come wargame, infatti, c’è molto altro da fare oltre che combattere. Colonizzare con successo i nuovi territori, ad esempio, è un requisito quasi indispensabile.

Few-Acres-Snow
A few acres of snow, tabellone di gioco

I due mazzi sono fondamentalmente diversi. I francesi puntano maggiormente su strategie di guerriglia. Per questa ragione, dispongono di un maggior numero di truppe di nativi, in grado di tendere imboscate alle armate regolari e di effettuare saccheggi. Inoltre, possono sfruttare sul mare i pirati di Louisbourg per togliere monete al giocatore inglese. Le monete sono usate per “attivare” alcune carte, le unità militari in particolare.

Gli inglesi invece procedono lentamente ma inesorabilmente, con numerose carte di truppe regolari e la temibile artiglieria pesante. Difficilmente il giocatore francese potrà permettersi lo stillicidio di risorse che costa condurre un assedio, mentre il giocatore inglese cercherà di far cadere le roccaforti francesi una dopo l’altra. Agli inglesi conviene avanzare fortificando i propri territori, per metterli al sicuro dai frequenti raid degli indiani al soldo dei francesi.

Il gioco è stato ampiamente premiato e la seconda edizione è stata tradotta in lingua italiana, con correzioni e miglioramenti che lo rendono leggero ma con una profonda complessità strategica. La durata di una partita si attesta circa su di un’ora e mezza. Poter provare più partite con magari lo stesso sfidante permette di rendersi pienamente conto delle sue potenzialità e della varietà di strategie che possono essere messe in campo.