Onori e antiche magnificenze: cronaca dell’ambasciata d’obbedienza genovese a Paolo V (1605)


Abstract: L’articolo ripercorre le fasi dell’ambasciata d’obbedienza genovese a Paolo V attraverso il resoconto di uno dei membri di quell’ambasceria, Manfredo Ravaschiero. Incaricato dal cugino Sinibaldo Doria di relazionare sulla missione, Ravaschiero confeziona un documento che unisce finalità ed esigenze pubbliche e private. Scrupoloso nell’annotare le fasi politico-cerimoniali dell’ambasciata, Ravaschiero è altrettanto puntiglioso nella descrizione dei luoghi più evocativi di Roma per solleticare la curiosità del cugino committente. Al report diplomatico s’accompagna così un reportage “turistico” su Roma: scenario cerimoniale della politica degli Stati cattolici, e luogo di strabilianti mirabilia.

In Età moderna, l’elezione del pontefice era seguita dall’invio a Roma di specifiche missioni diplomatiche incaricate di manifestare l’osservanza degli Stati cattolici al nuovo papa. Ambasciate d’obbedienza dal duplice significato cerimoniale e politico: da un lato, era ufficialmente riconosciuto l’avvenuto avvicendamento al soglio pontificio; dall’altro, il pontefice, accettando l’obbedienza, riaffermava la propria centralità come fonte di legittimazione dei singoli poteri temporali. Momento di forte rilevanza simbolica, l’ambasciata d’obbedienza chiamava in causa una molteplicità di fattori e di elementi cerimoniali: le precedenze, innanzitutto; ma anche la disposizione nello spazio dei partecipanti, l’oculata scelta del vestiario, l’ufficialità o la segretezza di visite e ricevimenti.

 
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Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.