Pochi temi, in questi ultimi anni, hanno fatto sorgere polemiche e dibattiti infuocati come il rapporto tra religione e violenza. Si scontrano, nel valutarlo, due posizioni inconciliabili. Da un lato, infatti, vi è chi sostiene che le cause dei conflitti, delle guerre, delle infinite varietà di violenza individuale e collettiva che le nostre società conoscono hanno radici di vario tipo, ma non religiose: le religioni possono contribuire, a modo loro, ad attizzare il fuoco del conflitto e della violenza che ne consegue, ma non ne sono la vera causa. Dall’altro lato troviamo invece chi ritiene che, ieri come oggi – rimane aperta la questione se ieri più o meno di oggi – in molti casi (per es. le guerre sante, i vari tipi di crociate, un certo tipo di terrorismo), chi compie queste violenze si alimenta prima di tutto o soprattutto con la propria religione.
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Dottorando di Ricerca in Scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche.
Laureato con un double degree all’Università di Roma “La Sapienza” e all’Université de Grenoble Pierre Mendès-France. Dottorando di ricerca in Storia moderna, presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, con una tesi dal titolo Il porto franco, diffusione di un modello economico: politiche, attori, ideologie, mito. Due realtà a confronto: Genova e Marsiglia (1590-1817). Tra le pubblicazioni principali L’istituzione del porto franco in un Mediterraneo senza frontiere, in «Politics. Rivista di studi politici», 5/1: 19-33; Politiche di accoglienza e spazi per i mercanti stranieri nel porto franco di Marsiglia, in corso di pubblicazione sulla rivista «Dimensioni e problemi della ricerca storica»; Il porto franco di Marsiglia, Palladium de prosperité (1669-1794), in corso di pubblicazione in una raccolta di contributi del convegno Les règles des lieux, svoltosi all'Ecole française de Rome nel settembre 2016; La presenza musulmana a Marsiglia tra XVII e XVIII secolo, tesi di Laurea Magistrale in corso di pubblicazione presso la casa editrice Il Terebinto, Avellino.