Islam e violenza: una rilettura


Abstract: La violenza non può essere assunta in modo necessitato e meccanico come cifra originaria e fondante dell’Islam. All’inizio la religiosità islamica propone la relazione tra il Creatore e l’universo, sulla falsariga della radice semitica, in chiave di potenziale maternità e misericordia, che accoglie la totalità dell’essere. Emblematico risulta il fatto che il termine jihad, durante i primi 12 anni della predicazione di Maometto alla Mecca non si riferisce mai ad alcun tipo di violenza, indicando solo dopo l’egira e in determinate circostanze esplicitamente forme di scontro armato. Viceversa, l’istituzionalizzazione della religiosità produce il fondamentalismo, portato di una modernità sterile in quanto fautrice di un esclusività, che secondo una logica di miope frattura, mantiene in modo parziale la tradizione, perdendo la sua ricchezza e pluralità di partenza.

La religiosità precede la religione, così come il linguaggio orale precede ogni scrittura. Una traduzione alternativa della Genesi potrebbe suonare così “al principio…lo Spirito di Dio covava le acque”. Addirittura in un silenzio totale, rotto solo dai suoni degli elementi appena emersi dal caos, la relazione primordiale fra il Creatore e l’universo viene paragonata a una potenziale maternità.
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Autore

  • Serena Di Nepi

    Dottore di ricerca in storia moderna e archivista diplomata presso la Scuola dell'Archivio di Stato di Roma, ha conseguito il dottorato presso il Dipartimento di storia moderna e contemporanea dell'Università di Roma "La Sapienza", discutendo la tesi Fuori e dentro il ghetto. Ebrei e istituzioni ebraiche nella Roma della Controriforma, al momento in corso di stampa presso l'editore Viella di Roma con il titolo La nascita del ghetto di Roma. Tra le pubblicazioni principali: I registri notarili ebraici come fonte storica, in «Materia giudaica», vol. IX/1-2; Sapere e saper fare: la formazione dei professionisti ebrei nel ghetto di Roma, in Scuola e itinerari formativi dallo Stato pontificio a Roma capitale. L'istruzione primaria (Milano 2007); I professionisti: notai, medici e banchieri, in Judei de Urbe. Roma e i suoi ebrei: una storia secolare (Ministero per i beni e le attività culturali, in corso di stampa); Dall'astrologia agli Astrologo: ebrei e superstizioni nella Roma della Controriforma, in Le radici storiche dell'antisemitismo (Viella, in corso di stampa); «Io come madre cercava ogni strada». Una madre ebrea e un figlio nei guai nella Roma del Cinquecento, in «Storia delle donne», vol. 3.