Architecture et clôture féminine à Rome. Le monastère des annonciades célestes (1670-1872)
Abstract: Fondato a Genova nel 1602, l’ordine delle Annunziate Celesti (anche dette Monache Turchine) viene introdotto a Roma, su richiesta di una nobile donna della città: Camilla Orsini-Borghese. Costruito tra il 1670 e il 1676 in via Sforza, il monastero è uno degli edifici dell’ordine meglio conservato. La ricerca ha rivelato le numerose difficoltà poste dalla clausura femminile nel constesto urbanistico di Roma in età moderna. Lo studio, principalmente condotto negli archivi romani, evidenzia le salienti caratteristiche tipologiche e architettoniche di tale edificio, divenuto caserma dal 1872.
Parmi la multitude des nouveaux ordres religieux nés dans le sillage du concile de Trente, les annonciades célestes (dites aussi Monache della Santissima Annunziata ou Monache Turchine) demeurent relativement peu connues, y compris des historiens du monachisme occidental. Fondées à Gênes en 1604 par Vittoria Fornari (1562-1617), ces chanoinesses régulières de Saint-Augustin sont pourtant particulièrement représentatives particulièrement représentatives des congrégations féminines apparues dans le contexte de la Réforme catholique. Strictement cloîtrées tout en étant implantées au cœur des villes, ces femmes doivent sans cesse relever le défi de concilier esprit de retraite et insertion dans le monde.
Cet article est le fruit des recherches menées dans le cadre de ma thèse de doctorat en histoire de l’art Empreintes architecturales de femmes sur les routes de l’Europe: étude des couvents des annonciades célestes fondés avant 1800, dir. Philippe Bragard, Université catholique de Louvain, 2013. Sa publication est en cours de préparation auprès des Publications de l’Université de Saint-Étienne.
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Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.