Cristiana Ciarli, Oltre la memoria. La Shoah spiegata ai giovani, oggi (NORIPIOS, 2018)

Cristiana Ciarli, attraverso un approccio multidisciplinare, propone un percorso di formazione sintetico ma puntuale sulla Shoah, rivolto ai docenti di scuola primaria e secondaria e più in generale a tutti i formatori che condividono la necessità di confrontarsi con i giovani su questo avvenimento. Metodologicamente propedeutico all’approfondimento della Shoah è un approccio razionale ad essa, compiuto sul piano della corretta ricostruzione dei fatti storici, cui è dedicata la prima parte dello studio.

Nel merito viene fornita una disanima agile ma esaustiva della Shoah, con cui l’autrice cerca di uscire da demonizzazioni manichee e banalizzanti moralismi, sottolineando che l’antisemitismo non fu prodotto artificialmente o in modo estemporaneo dal regime nazista. Da un lato, non si trascura la preesistente ostilità alla cultura ebraica sedimentata nell’ambito dell’Europa cristiana medioevale e moderna. Dall’altro però, l’antisemitismo della biocrazia nazista trovò il suo fondamento effettivo su un terreno diverso: la definizione ottocentesca e ‘darwinista’ del concetto di razza di matrice positivista.

Inoltre, la Soluzione finale, culmine della persecuzione, iniziata a partire dalle leggi di Norimberga del 1935, con la perdita di ogni dignità e possesso, la deportazione, la segregazione e la schiavizzazione disumana, fu in realtà decisa soltanto a seguito dell’attacco alla Russia del 1941. Nel contempo, lo sterminio di milioni di vite fu agevolato dall’indifferenza dalle complicità e dalle paure allora presenti in Europa anche in ambito politico ed ecclesiastico.

Tutti elementi trattati nella ricostruzione dello studio per catalizzare l’attenzione non soltanto sulle vittime, ma anche sugli attori della Shoah, sui complici, sugli indifferenti e su chi cercò di resistere. Soltanto una analisi a trecentosessanta gradi, capace di cogliere, come evidenzia l’autrice, le dinamiche che caratterizzano la complessa realtà della Shoah e i punti di vista delle persone coinvolte in essa a tutti i livelli, potrà consegnare alle giovani generazioni un messaggio educativo fecondo, capace di orientare le coscienze all’irrinunciabilità di quei valori di umanità, che furono allora orribilmente cancellati.

In questa direzione, la ricostruzione complessiva della Shoah viene integrata e approfondita da tre ulteriori passaggi didattico-formativi. Il primo strumento utile a promuovere una effettiva e profonda sensibilizzazione dei ragazzi alla Shoah è la letteratura, che può favorire l’immedesimazione nei personaggi delle storie narrate, nei loro dilemmi morali e nelle loro decisioni. Nel merito, l’autrice propone una selezione di titoli “consigliati” di romanzi e racconti, italiani e stranieri, frutto di un censimento ad ampio raggio, in cui – accanto ad alcune opere di fantasia, sono soprattutto segnalati sia testi che ricostruiscono un quadro storico più accurato sia autobiografie. A livello temporale, la scelta si è diretta su libri recenti, editi negli ultimi quindici-venti anni, al fine di proporre testi scritti in uno stile più accessibile e facilmente fruibile ai ragazzi. Inoltre, sotto il profilo contenutistico, in fase di selezione, è stata volutamente esclusa la pubblicistica d’occasione, proliferata a seguito dell’istituzionalizzazione, in base alla legge 211 del 2000, del 27 gennaio quale giornata della memoria.

Criteri analoghi di aderenza e contestualizzazione storica hanno orientato anche una lista di suggerimenti inerenti alla filmografia, altro tassello formativo non meno evocativo e funzionale a favorire l’empatia e la conoscenza delle vicende della Shoah. Nella scelta effettuata nella terza parte del volume sono stati perciò preferiti i film ‘storici’, frutto di indagini puntuali e caratterizzati da un buon grado di approssimazione alla verità dei fatti, rispetto a quelli troppo basati sulla fiction ed eminentemente rivolti ad un utilizzo commerciale della Shoah.

L’ultimo ma non meno importante mezzo didattico e conoscitivo su cui lo studio pone l’attenzione è la rete. Il Web, che purtroppo è stato spesso veicolo di una indiscriminata proliferazione di propaganda antisemita e neonazista di stampo negazionista, può viceversa contribuire positivamente alla sensibilizzazione e alla educazione sulla Shoah. Proprio a tal fine, l’autrice conclude il suo lavoro consigliando una lista di siti online, storicamente attendibili e in grado di suscitare  riflessione e offrire possibilità di approfondimento della conoscenza sullo sterminio perpetrato contro il popolo ebraico.

Il volume di Cristiana Ciarli svolge dunque una prospettiva di approfondimento critico alla Shoah, che costituisce un prezioso passe-partout per uscire dalle secche di una memoria storica, che troppo spesso rischia di essere ridotta alla mera occasionalità o tutt’al più alla patinata ufficialità.