Memoir ’44

di Antonio Iodice

 

Memoir ’44 si è rivelato una piacevolissima sorpresa nel periodo di quarantena appena trascorso. Si tratta di un gioco di guerra leggero, cioè rapido da apprendere e anche da giocare, che non trascura di offrire un’apprezzabile dose di accuratezza storica. Ma partiamo dall’inizio.

Memoir ’44 è stato ideato dal prolifico autore Richard Borg nel 2004, ha vinto l’International Game Award ed è ancora molto giocato nei circoli e su internet. Borg ha avuto il merito, solo pochi anni prima con il forse meno noto Warcry, di inventare un sistema di gioco tanto semplice quanto originale, noto come Command and Colors. Gli elementi comuni in questo sistema di gioco sono: il mazzo di carte comando, i dadi battaglia e la divisione delle mappe in sezioni. I giocatori, infatti, piazzano i propri soldatini sulla mappa divisa in tre sezioni: ala sinistra, centro e ala destra. Il piazzamento delle unità e di eventuali ostacoli o edifici sono mostrati nelle istruzioni alla voce “scenari”. Ogni scenario cerca di ricreare la disposizione delle truppe in una battaglia sul fronte occidentale della Seconda Guerra Mondiale. È possibile ricostruire le schermaglie che hanno visto opposte le forze alleate anglo-statunitensi, con spesso il supporto dei partigiani francesi, alle armate dell’Asse. Si possono simulare gli scenari precedenti al D-Day, con gli scontri delle truppe aviotrasportate nelle campagne francesi, per arrivare alle battaglie più impegnative combattute sulle spiagge della Normandia. Il gioco, inoltre, ha avuto un successo tale da aver portato alla pubblicazione di numerose espansioni che aggiungono nuovi scenari e decine di altre varianti.

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Una volta schierate, le truppe sulla mappa possono essere “attivate” unicamente per mezzo delle carte comando. Queste carte formano un unico mazzetto dal quale i giocatori pescano alternativamente per portare al massimo consentito la loro mano alla fine di ogni turno. Anche le carte nella mano di ogni giocatore dipendono dallo scenario scelto. Le carte si riferiscono a una sezione, cioè attivano alcune unità in delle aree specifiche, oppure sono carte tattiche con effetti diversi e che spesso coinvolgono l’intero fronte di guerra. Quando un’unità attivata vuole e può attaccare un’unità nemica, si ricorre ai dadi battaglia. Per ogni faccia che mostra il simbolo corrispondente all’unità attivata, ad esempio il simbolo di un carro armato se abbiamo attivato un carro armato, l’unità attiva infligge una ferita all’unità attaccata. Quando l’unità nemica viene sconfitta essa è rimossa dalla mappa e il giocatore che l’ha eliminata prende una medaglia che vale come punto vittoria. L’obiettivo di solito è eliminare un certo numero di unità nemiche e/o conquistare posizioni chiave sulla mappa.

L’impatto visivo, soprattutto a seguito del setup iniziale, è molto forte. Nella confezione vi sono dei modelli ben fatti sia per quanto riguarda la fanteria dei due schieramenti sia per quanto riguarda i carri armati e i pezzi d’artiglieria. Fanno la loro bella figura sulla mappa anche altri elementi scenici come boschi, colline, piccoli paesini, bunker, filo spinato o sacchetti di sabbia. La durata di una partita raramente supera la mezz’ora di tempo e questo permette di giocare una partita per schieramento, in modo da valutare il giocatore migliore e, eventualmente, giocare anche lo spareggio. L’asimmetria nel setup è sicuramente accentuata: mentre le forze dell’Asse iniziano in posizioni favorevoli ma hanno poche truppe, gli Alleati dispongono solitamente di un gran numero di truppe ma devono faticare per raggiungere gli obbiettivi di missione.

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Lo stesso sistema è stato poi adattato ad altri scenari, dalle guerre napoleoniche alle campagne di Alessandro Magno, per arrivare anche a scontri futuristici tra astronavi. Nonostante ciò, Memoir ’44 riesce a ricreare bene l’atmosfera degli scontri della seconda guerra mondiale e, per la sua semplicità, può essere avvicinato anche dai neofiti del genere e da chi non ama particolarmente i wargame.

Basti dire che, durante la quarantena, ho giocato quasi tutti gli scenari contro mia sorella, e non stiamo parlando di un’appassionata di giochi da tavolo o di giochi di guerra! Spero di aggiungere altre recensioni a proposito di questo stesso sistema di gioco nei prossimi mesi.