Il futuro è già qui. Psycho-Pass, o della felicità obbligatoria e dell’eclissi dei desiderio

Il futuro è già qui. Psycho-Pass, o della felicità obbligatoria e dell’eclissi dei desiderio

ABSTRACT

L'anime Psycho-Pass (2012), scritto da Gen Urobuchi, descrive un futuro governato da un «IA» - il Sibyl System, - dove la condizione psicologica e le tendenze caratteriali delle persone possono essere misurate in tempo reale e trasformate in numeri. Tale misurazione riesce a fotografare la condizione psicologica di ogni individuo e può determinare una valutazione sulle sue attitudini, tendenze, desideri, generando un indice di criminalità - cioè la possibilità che possa commettere un crimine - che lo sottopone ad un giudizio immediato, il quale può anche trasformarsi, superato un certo numero, in una sentenza morte. Attraverso tale tecnologia, il Sibyl System, è riuscito a creare un ordine sociale dove la felicità è massimizzata e resa "obbligatoria", il crimine assente e le "ingiustizie" praticamente azzerate. Pur narrando di un futuro finzionale, Psycho Pass può, però, essere letto come un esperimento di futuribilità, il quale offre l'occasione di riflettere su molte delle sfide - politiche, morali e tecnologiche - della nostra contemporaneità, la quale, guardata attraverso, potrebbe rivelarsi non poi così distante dal futuro immaginato da Urobuchi.

Psycho-Pass è una serie animata giapponese del 2012, prodotta dallo studio Production I.G, diretta da Naoyoshi Shiotani e Katsuyuki Motohiro, scritta da Gen Urobuchi e musicata da Yugo Kanno.

Psycho-Pass

L’anno è il 2112, il Giappone vive una nuova epoca d’isolazionismo e il sistema, riuscendo a massimizzare la felicità dei cittadini, sembra aver raggiunto un livello di amministrazione burocratica e ordine sociale ideali, dove la coesione, l’armonia e la pacificazione sono realtà vicine alla perfezione. Tutto ciò è stato possibile grazie all’invenzione del Sibyl System, un’avanzata “IA” in grado di determinare quello che viene definito come Psycho-Pass. Lo Psycho-Pass è il risultato di una misurazione e valutazione dell’animo dell’individuo, del suo stato psichico, dei suoi talenti e del suo eventuale contributo alla società.

Attraverso un dispositivo biotecnologico e/o neuroscientifico denominato Cymatic Scan, il Sibyl System è in grado “leggere” lo spettro energetico degli organismi viventi, farne un’istantanea, in una sorta di radicale evoluzione del “Neuroimaging“. Essendo deputato a fare il “calcolo” appunto istantaneo, in tempo reale, dello Psycho-Pass e del livello di stress, il Sibyl System assume così poteri assoluti sulla giustizia penale e civile, che esercita con criteri considerati oggettivi e insindacabili. Il Sibyl System assume, così, il ruolo di un enorme, pervasivo ed ubiquitario dispositivo di controllo (del benessere) sociale, non soltanto decidendo per quanto riguarda la legge, l’ordine e la sicurezza, ma anche sulle attitudini di ogni individuo, cioè determinandone la vita e il ruolo nella società. Ed è così che la politica, attraverso il progresso delle tecnologie neuroscientifiche, diventa una neuropolitica.

In questo Giappone del XXII secolo, la polizia (Public Safety Bureau e Criminal Investigation Department, CDI) esiste, ma, di fatto, è al servizio del Sibyl System, diventandone solo uno strumento atto a eseguire i suoi giudizi, o meglio oracoli, i quali vengono dati in tempo reale agli agenti per il tramite di un dispositivo di psico-diagnostica collegato in remoto con il Sibyl e reso un tutt’uno con la pistola in dotazione (Dominator).

Puntando l’arma verso il bersaglio, il Sibyl è in grado di stabilire il suo Psycho-Pass e sulla base di esso decidere la conseguente azione, che l’agente deve appunto solo limitarsi ad eseguire.