Ricordare le origini schiavone nel Settecento. La chiesa e la confraternita di San Biagio ad Ancona

Gli studi sulle «minoranze indesiderate» o «nationes difficili» nello Stato Pontificio in età moderna hanno dimostrato come, sia in centro che in periferia, il fenomeno associativo, in particolare il riunirsi in confraternita, sia stato una delle prime e più efficaci strategie di integrazione che gli “stranieri” di religione cattolica hanno utilizzato per essere accettati ed inseriti nel tessuto sociale del nuovo contesto cittadino. Più in generale, ad esempio a Roma, queste associazioni di individui non sempre indesiderati intervenivano «a mitigare il senso di sradicamento dei forestieri» e costituivano «una sorta di trampolino di lancio nell’ambito di un auspicato processo di inserimento nel tessuto sociale urbano, oltre che un sostegno materiale in caso di indigenza o malattia».