Il culto di San Napoleone. Ricerche erudite nella Milano napoleonica

L’introduzione del culto di San Napoleone, santo ignoto ai martirologi, attestato per la prima volta nell’Almanach National dell’anno XI (1802-1803) e a cui in età imperiale fu associata la festa nazionale del 15 agosto, testimonia forse il più audace tentativo messo in atto da Bonaparte di alimentare il nascente culto personale attingendo alle forme della tradizione liturgica cattolica. Aspetto sinora poco indagato della politica religiosa di Napoleone, ma centrale ai fini di comprendere le dinamiche atte a sacralizzarne il potere, il suo santo eponimo sarebbe stato oggetto, negli anni dell’Impero, di numerose indagini di carattere erudito, atte a individuarne i riferimenti nei martirologi e nei repertori agiografici. L’articolo intende presentare, ripercorrendone le fasi e rilevandone le differenti finalità, tre ricerche condotte sul santo patrono dell’Impero nel Regno d’Italia napoleonico, che videro l’attivo coinvolgimento del Collegio dei Dottori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Oltre a mettere in luce il ruolo degli studiosi dell’istituzione federiciana – nello specifico, il custode del catalogo Pietro Mazzucchelli – nel processo da cui avrebbe avuto origine la successiva elaborazione della legenda agiografica di San Napoleone, lo studio intende anche mostrare il contributo profferto dai Dottori dell’Ambrosiana alle ricerche avviate sul tema dal celebre intellettuale ed erudito cremonese Isidoro Bianchi e dal parroco milanese Alessandro Astesani.

The introduction of Saint Napoleon’s cult, saint unknown to martyrologies, for the first time certified in the Almanach National of the XIth year (1802-1803) and to which, under the Empire, was associated with the national feast of the 15th of August, maybe testifies to the most audacious of Bonaparte’s attempt to feed his self-worship appealing to the forms of catholic liturgical tradition. Question up to now not much investigated of Napoleonic religious politics, but fundamental to comprehend the dynamics finalized to sacralise the monarch’s power, the new cult became under the Empire the object of many erudite studies, aimed at find references about Saint Napoleon in martyrologies and hagiographical sources. This article intends to present, describing the different phases and showing the dissimilar finalities, three researches managed in Napoleonic Regno d’Italia on the saint patron of the Empire, in which was involved the Collegio dei Dottori of Veneranda Biblioteca Ambrosiana. The study wants to illustrate the role played by the scholars of the Federician institution – in particular from the Custode del Catalogo Pietro Mazzucchelli – in the process from which would have been originated the subsequent elaboration of the hagiographical leganda of Saint Napoleon. Besides this, the work aims also to underline the contribution given by the Ambrosiana’s Doctors to some researches concerning Bonaparte’s patron, led by the famous intellectual and erudite from Cremona Isidoro Bianchi and from the parish priest of Milan Alessandro Astesani.

Nelle settimane che seguirono la ratifica apportata il 3 marzo 1806 dall’Arcivescovo di Milano Giovanni Battista Caprara in qualità di Legato a latere della Santa Sede a Parigi al decreto imperiale del 19 febbraio, con cui il governo francese aveva disposto di celebrare la festa nazionale di San Napoleone «dans toute l’étendue de l’Empire, le 15 août de chaque année», non furono infrequenti i casi di ecclesiastici che, interessati ad ottenere maggiori informazioni sul conto del santo eponimo dell’imperatore di cui non era stata diramata la legenda agiografica, si prodigarono di avviare ricerche nei martirologi. Le indagini, come avrebbe rivelato il Delehaye nei suoi studi pionieristici, si sarebbero tuttavia rivelate infruttuose. Il vescovo di Nancy d’Osmond, che aveva provveduto a consultare le opere dei bollandisti e il Martirologio Romano al fine di offrire al clero diocesano informazioni riguardanti San Napoleone in vista dei pubblici festeggiamenti del 15 agosto, non avrebbe mancato di comunicare al cardinal Caprara e al ministro dei culti Portalis l’esito negativo delle proprie ricerche. In modo analogo, furono prive di risultato anche le indagini condotte nelle fonti agiografiche dai vescovi di Gand e Tournai e da diversi ecclesiastici dell’arcidiocesi di Besançon.