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Il Nazismo e l’economia di guerra. Industria e capitalismo sotto il III Reich

Il Nazismo e l’economia di guerra. Industria e capitalismo sotto il III Reich è il nuovo documentario di Arte.tv che oggi vi presentiamo in esclusiva, con i bei filmati di archivio che i lettori del Giornale di Storia sono ormai abituati a conoscere e che ci illustrano la parabola economica della Germania nazista dall’inizio degli anni Trenta fino alla sua capitolazione e sconfitta nel 1945.

Il Nazismo e l’economia di guerra. Industria e capitalismo sotto il III Reich è un esempio riuscito di divulgazione storica, perché nei novanta minuti di filmato si rincorrono interpretazioni di ricercatori e studiosi che anticipano e approfondiscono la narrazione dei fatti storici, grazie soprattutto a una regia abile nel fondere la complessità e la densità delle argomentazioni con frammenti di filmati, evocativi e ben collocati all’interno del racconto.

Dal 1933, anno della presa di potere da parte di Hitler, il nazionalsocialismo e l’economia tedesca tenderanno verso un unico fine, l’occupazione militare dei territori, la guerra, la rivalsa dalle perdite subite dopo l’umiliazione di Versailles nel 1919, un obiettivo, che si doveva attuare prima di tutto con la ripresa del riarmo militare e il conseguente potenziamento dell’industria bellica.

Le varie fasi di questo disegno iniziarono in un momento di non belligeranza ma continuarono anche nel corso del secondo conflitto mondiale con il persistere di una economia di guerra basata su scelte disinvolte e implacabili logiche razziali, grazie al susseguirsi di diversi economisti e politici (Hjalmar Schacht, Hermann Göring, Albert Speer) e di industriali asserviti al regime.

Dal documentario emerge bene la capacità di adattamento di un disegno politico e militare in cui i metodi di pianificazione dell’economia moderna si fondevano con l’ideologia nazista, con le logiche genocide e con una disumana visione dell’uomo inteso come macchina, risorsa economica intercambiabile e sempre sostituibile.

Documentario visibile fino al 09/05/2021

Video da ARTE TV