Abstract: Luoghi, immagini, documenti, oggetti per ricostruire gli scenari delle memorie universitarie: questo il focus del percorso espositivo multimediale posto a chiusura della giornata di studi Una Musa albanese alla Sapienza, dedicata a Musine Kokalari (Adana 1917, Rrëshen 1983) a cento anni dalla sua nascita.
…oltre alle giornate di lavoro, uscivo ogni tanto con il mio unico compagno Ettore e lo portavo a “Villa Borghese”. Sulla sponda del laghetto, ricevevo i saluti che mi mandava egli e il suo amico dalla barchetta. Con essi vedevo i burattini, il “Topolino” nel piccolo cinematografo. In ultimo essi andavano sui somarelli e io li guardavo. Verso [sera] si tornava a casa, con loro sottobraccio che contenti parlavano ma erano spiacenti di lasciare i giardinetti…
Così Musine in una vivida «prosa naturale di vita quotidiana» fotografa un pomeriggio di svago ai giardinetti con il nipotino convalescente, a lungo vegliato con affetto e affanno: fuga dall’afa di un agosto di guerra, l’ultimo prima della laurea agognata. Siamo nel 1941, dunque quasi all’epilogo dell’esperienza romana.
Luoghi, immagini, documenti, oggetti per ricostruire gli scenari delle memorie universitarie: questo il focus del percorso espositivo multimediale posto a chiusura della giornata di studi Una Musa albanese alla Sapienza, dedicata a Musine Kokalari (Adana 1917, Rrëshen 1983) a cento anni dalla sua nascita. Ho inteso realizzare una sorta di album illustrato del testo dattiloscritto, mettendo in mostra una selezione della documentazione, in massima parte inedita, raccolta nel corso della ricerca che ha portato alla pubblicazione del volume La mia vita universitaria. Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista (1937-1941), da me curato insieme a Mauro Geraci (Viella, 2016) e tradotto poi in albanese in un’antologia edita a cura del Ministero della Cultura albanese e della Biblioteca nazionale di Tirana (Musine Kokalari, Vepra e zgjedhur, vol. 3, 2017).
Al centro del percorso, quale indice dell’album multimediale, l’Elenco riassunto dei luoghi culturali e storici di Roma che ha frequentato l’autore durante la sua vita universitaria, dattiloscritto riprodotto per gentile concessione della famiglia Kokalari, in cui Hektor, ormai in età matura, ha compilato una lista puntuale dei monumenti, piazze, mercati, chiese, musei, mostre, siti archeologici, giardini, quartieri e altri luoghi visitati dalla zia Musine negli anni romani, seguendo la sequenza cronologica della narrazione (fig. 3.6 a-c).
Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni riguardanti i seguenti temi:
Una Musa albanese alla Sapienza
“La Sapienza” di Musine
Musine e Roma
1. Alla prima sezione appartengono una serie di documenti, afferenti per gran parte al fascicolo personale di Musine Kokalari conservato presso l’Archivio storico della Sapienza (ASS) e riguardanti la carriera universitaria della scrittrice: certificati vari (nascita, cittadinanza, residenza a Tirana), in genere redatti in italiano e albanese e allegati alle richieste di esenzione o riduzione delle tasse universitarie in qualità di studentessa straniera fuorisede, domande d’iscrizione annuale o di ammissioni agli esami oppure di attestazioni degli esami sostenuti, il curriculum degli studi con esami e voti, il diploma di laurea. Particolarmente preziosi e interessanti il verbale di laurea del 28 novembre 1941 (1.13) e il libretto universitario (fig. 1.11), in cui si possono leggere voti e sottoscrizioni autografe di tanti illustri docenti da Giovanni Gentile ad Antonio Muñoz, da Natalino Sapegno a Roberto Almagià, Paolo Toschi, Namik Resuli, Francesco Ercole, Giulio Quirino Giglioli.
Tra i fiori all’occhiello di questa sezione, due fototessere inedite di Musine, una che la raffigura adolescente in uniforme dell’Istituto femminile «Nana Mbretneshe» di Tirana, dove si diplomò nell’anno scolastico 1936-1937 (fig.1.3) e l’altra, sottoscritta e allegata alla domanda d’immatricolazione alla Facoltà di Lettere, in cui sorride, in cappotto e cravatta (fig. 1.5). Si tratta di un’immagine assai evocativa, non a caso scelta ad emblema di questa giornata di studi.
Tra i pezzi esposti si evidenzia anche un bel ritratto a matita con dedica presente in un libretto di ricordi di scuola (fig.1.6), che Kristina Koljaka, divenuta poi una nota scultrice, ha voluto dedicare alla sua compagna di classe Musine ai tempi del liceo.
Altra tipologia documentaria in mostra è tratta dall’archivio Musine Kokalari, oggi custodito presso l’Archivio centrale dello Stato di Tirana (AQSh). Si tratta di una selezione della fitta corrispondenza, in italiano e albanese, relativa agli anni 1938-1942. Se dalle lettere e cartoline postali di parenti e amici albanesi emergono numerosi dati sulla vita materiale e relazionale di una fuorisede a Roma, il carteggio con le colleghe universitarie, le più intime, ben evidenzia la dolce forza e il naturale carisma della studentessa balcanica. Durante gli anni romani la giovane Kokalari, giornalista e scrittrice emergente, ebbe modo di stringere rapporti e corrispondenze anche con altri universitari albanesi in vario modo legati all’ambiente intellettuale non solo romano e con importanti personalità albanesi e italiane. Basti menzionare due cartoline postali, una di Carlo Tagliavini, insigne glottologo (fig. 1.18) e l’altra di Angelo Leotti, linguista bolognese (fig. 1.19) oppure la lettera in cui Ernest Koliqi propone a Musine, appena laureata nella sua disciplina e tornata a Tirana, di collaborare a «Shkëndija», rivista mensile da lui diretta (fig.1.20). A sottolineare ciò, la sezione si chiude con una fotografia-simbolo: Karolinë che mostra il ritratto della zia Musine pubblicato sulla copertina di una rivista del tempo (fig. 1.34). [Best_Wordpress_Gallery id=”2″]
2. La seconda sezione è interamente dedicata alla «Nuova Città Universitaria di Roma», fortemente voluta da Mussolini e inaugurata nel 1935, in concomitanza con la campagna militare d’Etiopia. Le planimetrie, il materiale grafico e fotografico in mostra appartengono all’Archivio del patrimonio architettonico della città universitaria, ordinato e inventariato qualche anno fa, comprendente disegni originali e una cospicua quantità di immagini in gran parte prodotte da studi fotografici dell’epoca e raffiguranti vedute di cantieri, di edifici, con diversi particolari di esterni e interni. Si sottolinea che all’Archivio storico della Sapienza (ASS) fa capo anche il fondo Consorzio per l’assetto Edilizio della Regia Università di Roma (C.E.R.U.R.) che conserva documentazione relativa al processo di costruzione della nuova Università di Roma.
«Costruire a Roma ma per l’Italia – così si legge nella Convenzione per il completamento delle opere di assetto edilizio e per l’arredamento della Regia Università di Roma (4 aprile 1932) –, e non soltanto per quest’ora architettonicamente irrequieta ma anche per i secoli venturi; costruire per quello che è già il più alto centro di studi del Mediterraneo e che non deve aver sosta nella sua continua ascesa». L’area prescelta (22 ettari) è un «vasto terreno quadrangolare di quasi mezzo chilometro di lato» e il progetto d’intervento è finalizzato all’armonizzazione della composizione «nelle linee già tracciate dal piano regolatore della zona circostante». Direttore dei lavori fu Marcello Piacentini che riuscì bene a tenere insieme tradizione classica e innovazione, inserendo l’ambizioso progetto nel contesto internazionale delle realizzazioni dei nuovi complessi universitari europei e statunitensi; a tal fine chiamò a collaborare giovani architetti razionalisti, come Giuseppe Pagano, Giovanni Michelucci, Gio Ponti, Giuseppe Capponi, Piero Aschieri, e noti accademici come Arnaldo Foschini e Gaetano Rapisardi, al quale fu affidata la progettazione dei due edifici che, inseriti nel corpo dell’edificio centrale del Rettorato, accoglieranno da un lato le Facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche e dall’altro la Facoltà di Lettere. L’ingresso principale è fortemente caratterizzato dai propilei di Arnaldo Foschini (figg. 2.6-2.8), cui si deve anche l’Istituto di igiene e la Clinica ortopedica, inaugurata nel 1936, che segnano l’inizio del percorso assiale confluente in una grande piazza centrale. Di quest’ultimo istituto ospedaliero dove il piccolo Hektor subì vari interventi negli anni 1939-1940, è in mostra, oltre a una bella veduta degli esterni, la sala operatoria d’avanguardia, sita al secondo piano e dotata di un’originale cupola vetrata che consentiva agli studenti di assistere alle operazioni da un ambiente esterno soprastante (figg. 2.9-2.10). In evidenza in questa sezione alcune preziose immagini della Facoltà di Lettere frequentata da Musine: il cantiere dei lavori (fig. 2.12), gli esterni (figg. 2.1 e 2.11), gli interni del piano terra (fig. 2.15), alcune planimetrie e sezioni di aulee. A chiusura del percorso, una suggestiva fotografia d’epoca in bianco e nero ritrae il Piazzale della Minerva affollato da studenti e professori (fig. 2.16). [Best_Wordpress_Gallery id=”3″]
3. Per questa breve retrospettiva romana sono state selezionate differenti tipologie di materiali: illustrazioni, documenti, fotografie, ritagli di giornali. In mostra è presente una pianta coeva del quartiere Nomentano-Italia, con apposita legenda in cui sono indicati gli spostamenti abitativi della studentessa albanese desunti dall’esame del carteggio e delle pratiche amministrative universitarie (fig. 3.1); in evidenza le immagini di tutte le palazzine in cui alloggiò a pensione negli anni 1938-1941 (figg. 3.2-3.5 a-b). Una serie di piante monumentali in stampa litografica (1935-1940), servono a illustrarci la Roma di Musine, con i nomi delle strade e i principali monumenti in alzato, le opere del regime, il dettaglio dei nuovi quartieri, come Città-Giardino dove la giovane nel primo anno si inoltrava in solitudine sotto la pioggia alla ricerca delle «vere emozioni della stagione invernale» sopite nella grande città; sulla carta topografica della Compagnia Italiana Turismo (CIT) sono presenti persino i tracciati delle linee auto-tranviarie e l’elenco dei trasporti pubblici, con prezzi e recapiti, per giri panoramici ed escursioni in città e dintorni (fig. 3.11).
Una locandina ci introduce alla grandiosa Mostra Augustea della Romanità, uno dei maggiori eventi propagandistici e autocelebrativi dell’era fascista, che Musine si recò a visitare nell’estate del 1938, qualche giorno prima del suo rientro a Tirana: «In quel breve spazio di tempo – si legge nelle memorie – che m’era rimasto prima di partire per tornare in Albania presso la mia famiglia, feci in tempo a visitare la Mostra Augustea della Romanità, dove l’arte e la scultura romana era presentata in un ordine cronologico nuovo che faceva rivivere tutta la storia e la vita di Roma dalle sue origini fino ai tempi di oggi» (fig. 3.11).
«La neve» si grida, «la neve a Roma, che bellezza!» Gli occhi brillano di gioia nel veder cadere i fiocchi bianchi che formano uno strato sempre più spesso sul terreno. Tutta l’aria si trova in un turbinio di bianco. Viene voglia di uscire». L’evento, così ben narrato nel dattiloscritto, fu riportato da tutti i giornali, come testimonia una rara fotografia pubblicata sul «Popolo d’Italia» del 23 gennaio 1940 che ritrae una battaglia di palle di neve sulla scalinata di San Pietro (fig.3.15). Una notazione: sullo sfondo, la “spina di Borgo”, ancora visibile in una veduta aerea del Borgo Vaticano esposta in mostra, è stata appena demolita per far posto a Via della Conciliazione, strada-simbolo del Concordato del 1929.
Tre fotografie, souvenirs de Rome, custodite gelosamente tra le carte di famiglia, sono poste a chiusura del percorso multimediale: tutti in posa al caffè di Villa Borghese o a passeggio per le vie della capitale. Musine è con i suoi fratelli Hamit e Vesim, il nipote Hektor e un’amica, indossa vestiti eleganti, borsetta e cappellino alla moda. Ma presto si tornerà a Tirana e un intero mondo andrà in frantumi, travolto dalla violenza del regime, non solo un sogno universitario.
19 giugno 1925. Passaporto di Musine Kokalari rilasciato dalla Prefettura di Argirocastro (AQSh)25 novembre 1937. Certificato di nascita rilasciato dal Municipio di Argirocastro. (ASS)26 luglio 1937. Diploma ginnasiale dell’Istituto femminile «Nana Mbretneshe» di Tirana, anno scolastico 1936-1937: frontespizio (ASS)30 giugno 1937. Certificato di maturità dell’Istituto femminile «Nana Mbretneshe» di Tirana, redatto in italiano (ASS)31 ottobre 1940. Certificato di cittadinanza rilasciato dal Municipio di Tirana, redatto in italiano (ASS)20 giugno 1935. Ritratto con dedica realizzato da Kristina Koljaka, compagna di liceo, in un libretto di ricordi (AQSh)4 gennaio 1938. Domanda d’iscrizione al primo anno della Facoltà di Lettere f (ASS)Fototessera con sottoscrizione autografa (ASS)1938. Domanda di ammissione agli esami per la sessione estiva (ASS)ab. Documenti e attestati di pagamento relativi a esenzione e/o riduzione tasse universitarie in qualità di studente straniero con famiglia residente all’estero, ai sensi della normativa vigente. (ASS)ab. Documenti e attestati di pagamento relativi a esenzione e/o riduzione tasse universitarie in qualità di studente straniero con famiglia residente all’estero, ai sensi della normativa vigente. (ASS)Frontespizio del libretto universitario intestato a Musine Kokalari (ASS)Curriculum degli studi universitari con esami e voti (ASS)28 novembre 1941. Verbale di laurea (ASS)15 dicembre 1941. Diploma di laurea. Regia Università degli studi di Roma (ASS)15 dicembre 1941. Certificato di laurea. Regia Università degli studi di Roma, (ASS)Aprile 1939. Musine Kokalari (terza da destra), Lazër Radi (primo a destra) e altri amici sulla nave Augusto (foto da collezione privata di J. Radi)2 aprile 1940. Lettera di Nicola Lorusso Attoma, direttore generale per la stampa, la propaganda e il turismo del Regno d’Albania, in cui si incarica Musine di collaborare al giornale «Tomori» per la rubrica La vecchia nonna a Roma; gli articoli furono poi pubblicati nell’estate del 1940 (AQSh)2 aprile 1940, Bologna. Cartolina Postale di Carlo Tagliavini a Musine, allora studentessa fuorisede, residente a Roma «presso A. Salfa, a Via Garfagnana, 8» (AQSh)3 novembre 1941, Bologna. Cartolina Postale di Angelo Leotti a Musine Kokalari, prossima alla laurea, residente a Via Cremona, 4022 (AQSh)Primo gennaio 1942, Tirana. Lettera in cui Ernest Koliqi propone a Musine di scrivere per «Shkëndija» (La scintilla), mensile da lui diretto (AQSh)26 settembre 1942, Tirana. Nomina di Musine a docente di lingue presso l’Istituto femminile «Nana e Skenderbeut» di Tirana (AQSh)Lettera del piccolo Hektor a Musine Kokalari, con nota di Vesim, fratello della scrittrice (AQSh)Novembre 1939, Roma. Lettera inviata da Hektor alla nonna Hanushja e alla zia Musine dall’ospedale nei giorni precedenti l’operazione all’anca (AQSh)12 ottobre 1941, Milano. Cartolina Postale di Vesim Kokalari al figlio Hektor presso il collegio romano del «Cristo Re» (AQSh)ab 16 giugno; 27 agosto 1940, Tirana. Lettere a Musine inviate dal fratello Vesim dalla libreria Venus con timbro e carta intestata (AQSh)ab 16 giugno; 27 agosto 1940, Tirana. Lettere a Musine inviate dal fratello Vesim dalla libreria Venus con timbro e carta intestata (AQSh)ab 31 maggio 1939, Bari. Lettera di Hamit Kokalari alla sorella Musine con appunti universitari da lei sovrascritti (AQSh)ab 31 maggio 1939, Bari. Lettera di Hamit Kokalari alla sorella Musine con appunti universitari della scrittrice (AQSh)ab 14 gennaio 1941, Roma. Lettera di Piera Russo, padrona dell’abitazione di Via Cremona 40, affittata da Musine (AQSh)ab 14 gennaio 1941, Roma. Lettera di Piera Russo, padrona dell’abitazione di Via Cremona 40, affittata da Musine (AQSh)ab 21 giugno 1941, Tirana. Lettera listata a lutto in cui l’amica Elima Libohova confida a Musine il dolore per la morte del padre (AQSh)ab 21 giugno 1941, Tirana. Lettera listata a lutto in cui l’amica Elima Libohova confida a Musine il dolore per la morte del padre (AQSh)14 luglio 1938, Bari. Lettera dell’amica e collega Lina de’ Cristofaro (AQSh)abcd 27 marzo 1942, Urbino. Lettera dell’amica e collega Vittoria Paolini (AQSh)abcd 27 marzo 1942, Urbino. Lettera dell’amica e collega Vittoria Paolini (AQSh)abcd 27 marzo 1942, Urbino. Lettera dell’amica e collega Vittoria Paolini (AQSh)abcd 27 marzo 1942, Urbino. Lettera dell’amica e collega Vittoria Paolini (AQSh)La mia vita universitaria, stesura manoscritta: prima pagina (AQSh)La mia vita universitaria: la «Prefazione» che apre il dattiloscritto (AQSh) (a/b)La mia vita universitaria: la «Prefazione» che apre il dattiloscritto (AQSh) (a/b)La mia vita universitaria: pagine del dattiloscritto con correzioni e integrazioni autografe dell’autrice (a/b)La mia vita universitaria: pagine del dattiloscritto con correzioni e integrazioni autografe dell’autrice (a/b)1.34 La nipotina Karolinë mostra il ritratto di Musine pubblicato sulla copertina di una rivista del tempo (foto da collezione privata di K. Kokalari)1935. Facoltà di Lettere, opera di Gaetano Rapisardi: esterni, UNIROMA1 AS PA, LettereCittà Universitaria: planimetria generale, scala 1:2000, UNIROMA1 AS PA, Città UniversitariaProgetto di completamento della Città Universitaria, UNIROMA1 AS PA, Città UniversitariaCittà Universitaria: cantiere dei lavori, UNIROMA1 AS PA, Città UniversitariaCittà Universitaria: vista aerea, UNIROMA1 AS PA, PropileiIngresso monumentale enfatizzato dall’altissimo portico a pilastri tra due propilei con fontane collegati agli edifici della Clinica ortopedica (a destra) e degli Istituti di Igiene, Micro-batteriologia e Parassitologia (a sinistra): esterni. Tutte le opere sono realizzate da Arnaldo Foschini, UNIROMA1 AS PA, PropileiPropilei in costruzione, UNIROMA1 AS PA, Propilei
Propilei: particolare, UNIROMA1 AS PA, Propilei
Clinica ortopedica e traumatologica: esterni. L’edifico, opera di Arnaldo Foschini, fu inaugurato nel 1936. È ubicato all’ingresso della Sapienza, appena al di là dei propilei, UNIROMA1 AS PA DABClinica ortopedica e traumatologica: sala operatoria. Situata al secondo piano, fu creata secondo criteri modernissimi e originali: per mezzo di una cupola vetrata gli studenti potevano assistere alle operazioni, pur restando fuori della sala, in un ambiente ad essa soprastante, UNIROMA1 AS PA, OrtopediaFacoltà di Lettere: esterni con auto grande, UNIROMA1 AS PA, LettereFacoltà di Lettere: cantiere dei lavori, UNIROMA1 AS PA, Lettere
Facoltà di Lettere: edificio con sezione aula, scala 1:200, UNIROMA1 AS PA, LettereEdificio della Facoltà di Lettere e Filosofia. Progetto di ampliamento e nuova sistemazione: pianta del terzo piano, scala 1:100, UNIROMA1 AS PA, LettereFacoltà di Lettere: interni piano terra, UNIROMA1 AS PA, LettereAnni Quaranta. Piazzale della Minerva con studenti e professori, UNIROMA1 AS PA, Piazzale MinervaLe abitazioni di Musine Kokalari al quartiere Nomentano di Roma (foto di M. Geraci)1938. Viale XXI Aprile, 81938-1939. Via Catania, 501940. Via Garfagnana, 81941. Via Cremona, 40: facciata e particolare del terrazzo all’ultimo piano1941. Via Cremona, 40: facciata e particolare del terrazzo all’ultimo pianoabc L’elenco riassunto dei luoghi culturali e storici di Roma che ha frequentato l’autore durante la sua vita universitaria: tabella dattiloscritta in cui Hektor Kokalari ha elencato luoghi, monumenti, siti archeologici, chiese, musei, quartieri visitati dalla zia Musine durante gli anni universitari, così come figurano nella sequenza cronologica del suo testo autobiografico.abc L’elenco riassunto dei luoghi culturali e storici di Roma che ha frequentato l’autore durante la sua vita universitaria: tabella dattiloscritta in cui Hektor Kokalari ha elencato luoghi, monumenti, siti archeologici, chiese, musei, quartieri visitati dalla zia Musine durante gli anni universitari, così come figurano nella sequenza cronologica del suo testo autobiografico.abc L’elenco riassunto dei luoghi culturali e storici di Roma che ha frequentato l’autore durante la sua vita universitaria: tabella dattiloscritta in cui Hektor Kokalari ha elencato luoghi, monumenti, siti archeologici, chiese, musei, quartieri visitati dalla zia Musine durante gli anni universitari, così come figurano nella sequenza cronologica del suo testo autobiografico.Roma nel 1938. Pianta prospettica con alcuni alzati di Antonio Giuseppe Santagata. È allegata al pieghevole «Adunata nazionale per il ventennio della vittoria» (Roma, Tuminelli, 1938); litografia, cm. 53.5 x 41.5 1937-1938.
(tratta da Provincia di Roma, Le piante di Roma delle collezioni private dal XV al XX secolo, Catalogo della mostra (Roma, Palazzo incontro, 22 giugno-22 luglio 2007) a cura di Clemente Marigliani, Anzio, Tipografia Marina, 2007, p. 553)Mostra Augustea della Romanità, locandina. La grandiosa esposizione, voluta da Mussolini per celebrare il bimillenario della nascita di Augusto, fu aperta dal 23 settembre 1937 al 4 novembre 1938 nel Palazzo delle Esposizioni sito in Via Nazionale, sotto la direzione scientifica e organizzativa di Giulio Quirino Giglioli1935ca. Aerofotografia del Borgo Vaticano (anonimo), cm. 23.5×17.5. Veduta aerea dell’area Vaticana di datazione incerta. È ancora in piedi la spina di Borgo da cui si trae l’ipotesi di datazione (tratta da Provincia di Roma, Le piante di Roma delle collezioni private dal XV al XX secolo, p. 550)1938 ca. Roma d’oggi. Pianta monumentale con oltre 400 monumenti e pianta auto-tramviaria: pianta prospettica con alcuni alzati di Augusto Trabacchi (Casetti P & C arti grafiche, s.d.); cromolitografia, cm. 81 x 57.5. È tratteggiato il ponte dello Stadio Olimpico (ultimato nel 1939) da cui si ricava la datazione attribuita. A sinistra dettaglio della pianta di Città Giardino (scala 1:12.500); i lotti edificati sono rappresentati in pianta con campitura arancio; le emergenze architettoniche e le opere del regime sono raffigurate in alzato (es. Foro Mussolini). Sul verso è rappresentato il tracciato delle linee auto-tramviarie (tratta da Provincia di Roma, Le piante di Roma delle collezioni private dal XV al XX secolo, p. 554)1940 ca. Pianta monumentale di Roma: pianta topografica del CIT con i nomi delle strade e i principali monumenti in alzato (Salomone editore); cromolitografia, cm. 65×81. In basso troviamo una descrizione dei quattro itinerari turistici riportati sulla pianta e a destra una pianta del Lido di Roma. In calce sono presenti dei rimandi sui trasporti pubblici per giri panoramici di Roma e dintorni tutti i giorni della settimana e nelle ore notturne, con indicazione di prezzi, numeri telefonici, indirizzi, escursioni per i Castelli, per il litorale romano e per gli scavi di Ostia Antica (tratta da Provincia di Roma, Le piante di Roma delle collezioni private dal XV al XX secolo, p. 556)1939-1940, inverno. La neve a Roma: gruppo di persone gioca tra la neve sulla scalinata di San Pietro (fotografia pubblicata sul «Popolo d’Italia» del 23 gennaio 1940). Sullo sfondo, dietro l’obelisco, l’antichissima “spina di Borgo” non c’è più (la demolizione fu ultimata l’8 ottobre 1937) ed è visibile Via della Conciliazione, che unisce Roma al Vaticano, simbolo del Concordato del 1929Roma, Musine Kokalari (a destra) col nipotino Hektor (al centro) e il fratello Hamit in un bar di Villa Borghese (foto da collezione privata di H. Kokalari)Roma, Musine Kokalari (a destra) col nipotino Hektor (al centro) e il fratello Hamit a Villa Borghese (foto da collezione privata di H. Kokalari)Roma, Musine Kokalari con Hektor a passeggio per Villa Borghese; in primo piano è visibile il fratello Vesim (foto da collezione privata di H. Kokalari)
Simonetta Ceglie, PHD in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie presso Sapienza- Università di Roma, è funzionario archivista presso l’Archivio centrale dello Stato e, in particolare, è responsabile del Servizio didattica e valorizzazione del patrimonio culturale dell’Istituto. Tra i progetti in corso (entrambi del 2024), di cui è referente scientifico per l’ACS, si menziona L’Archivio cantato, percorso sperimentale di divulgazione e didattica tra memoria storica e canzone narrativa in collaborazione con il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina e L’Archivio immersivo, frutto dell’Accordo quadro di cooperazione con il Dipartimento di Ingegneria e il Centro-Osservatorio sul Mezzogiorno d'Europa dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” per la valorizzazione del patrimonio documentario dell’ACS mediante tecnologie di Realtà aumentata, IA e storytelling automatizzato.
Da diversi anni si dedica all’analisi e alla trascrizione di fonti archivistiche relative a memorie e storie di vita quali il testamento e l’inventario dei beni del musicista Arcangelo Corelli, di cui ha curato l’edizione critica (2013). Per i tipi Viella, nella collana La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne, ha pubblicato La rivoluzione in convento. Le Memorie di Anna Vittoria Dolara (secc. XVIII-XIX) (2012) e, insieme Mauro Geraci, Musine Kokalari, «La mia vita universitaria». Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista (1937-1941) (2016)