Animali, diete vegetariane e pratiche sacrificali. Osservazioni a margine del libro di Paolo Trianni “Per un vegetarianesimo cristiano”

Il libro di Paolo Trianni è stato pubblicato grazie al «Centro Studi cristiani vegetariani», associazione nata nel 2017 in memoria e come prosecuzione dell’opera di Paolo De Benedetti, teologo e acuto studioso della Bibbia, precursore in Italia della cosiddetta “teologia degli animali”, nonché costante interlocutore di Trianni che in questo libro si confronta ampiamente con il suo pensiero, attingendo parimenti ai suoi scritti per trarne materiale e documentazione per la trattazione.

Rispetto ad altre realtà legate al mondo cattolico e che condividono con il Centro Studi la medesima sensibilità ambientalista, l’associazione si contraddistingue per essere una realtà ecumenica, aperta al dialogo e alla collaborazione con studiosi o istituzioni appartenenti a tutte le tradizioni religiose. Finalità del Centro Studi è l’approfondimento rigoroso, da un punto di vista teologico e filosofico, di tutte le questioni attinenti al vegetarianesimo e la sua conseguente valorizzazione nella società.

Il libro di Trianni rientra pienamente in questo percorso, ponendosi allo stesso tempo come introduzione e come stimolo per una teologia ambientalista e, come dice il titolo stesso, in favore di un vegetarianesimo cristiano.

Ora, cosa, secondo l’autore, rende ineludibile da parte della teologia l’avvio di un serio percorso di riflessione su questo tema e parimenti la presa di coscienza per il cristiano della necessità di rivedere quelle pratiche alimentari che prevedono il consumo di carne? Le motivazioni sono molteplici, sia di carattere etico che legate all’impatto del sistema industriale alimentare sull’ecosistema nel suo complesso.

Nel primo caso, riguardo le motivazioni di carattere etico, menziona come esempi le terribili condizioni in cui vengono tenuti gli animali negli allevamenti intensivi, trattati come “oggetti animati” senza ragione e capacità di provare coscientemente sensazioni e dolore, costretti in gabbie strette, a subire asportazioni di parte del loro corpo o trattamenti chimici per migliorare la qualità e il sapore della carne. Si sofferma anche sulla loro considerazione meramente utilitaristica nell’economia di mercato, come se fossero una maglietta e non esseri viventi. Nel secondo caso, egli sottolinea come questo sistema alimentare abbia comportato effetti devastanti in natura e come i suoi costi non siano più sostenibili. Si tratta di un sistema che ha compromesso anche la salute delle persone a causa delle caratteristiche intrinseche degli allevamenti intensivi e dei prodotti chimici utilizzati, quali additivi e ormoni, che rimangono presenti nella carne.

In un contesto simile, quando sia la filosofia che la giurisprudenza hanno già avviato con taluni loro esponenti una seria riflessione che ha portato al riconoscimento di diritti inalienabili anche per gli animali, la teologia non può sottrarsi alle sue responsabilità di guida e orientamento per il credente. Questo anche perché molti esponenti ambientalisti accusano l’antropocentrismo biblico e il cristianesimo stesso di essere causa o concausa della crisi ecologica attuale, avendo portato l’uomo a considerarsi come un padrone senza responsabilità di una natura trattata come un proprio possesso personale.

Per rispondere a queste critiche e allo stesso tempo per indirizzare anche metodologicamente quella riflessione teologica di cui si fa promotore, Trianni affronta nell’arco della trattazione diversi punti controversi della Bibbia e della tradizione cristiana cattolica, posti più volte all’attenzione nel dibattito ecologico contemporaneo. Si tratta, ad esempio, delle problematiche interpretative poste da due versetti della Genesi, apparentemente contrastanti, indicanti il tipo di alimentazione destinata all’uomo: un verso sembrerebbe predisporlo solo al consumo di piante e frutta, mentre l’altro autorizza il consumo della carne degli animali. L’autore non manca peraltro di soffermarsi su altre tematiche che nella sua ottica e per le sue finalità risultano particolarmente spinose quali il consumo stesso di carne da parte di Gesù e degli apostoli e le ripetute sentenze di condanna che sono state mosse in passato, nel corso di sinodi o concili, verso una dieta esclusivamente vegetariana.

Trianni affronta e discute ciascun punto attentamente, contestualizzando sia dal punto di vista teologico che storico ciascun documento preso in considerazione quale elemento di discussione dei casi precedentemente menzionati, rilevando, ad esempio, come il vegetarianesimo sia stato visto, in determinati momenti storici, con un certo sospetto dall’istituzione ecclesiale, che tendeva a leggerlo come un costume etico che rivelava influenze e affinità con i movimenti eretici di stampo gnostico e dualista. Da qui appunto la condanna, che non va pertanto interpretata come una condanna della dieta vegetariana in sé in assoluto, ma quale espressione concreta di credenze non ortodosse se non addirittura non cristiane (come ad esempio il manicheismo).

[…]

[SCARICA GRATUITAMENTE IL PDF DAL LINK A SINISTRA E CONTINUA LA LETTURA!]

 

Paolo-Trianni-Per-un-vegetarianesimo-cristiano
Paolo Trianni, Per un vegetarianesimo cristiano, Padova, Edizioni Messaggero (2017)