Nuove prospettive di ricerca storica: Il progetto FIRB e i documenti dell’AUSSME sulla pace di Versailles

Nuove prospettive di ricerca storica: Il progetto FIRB e i documenti dell’AUSSME sulla pace di Versailles

Abstract: Nel novembre del 1918, dopo oltre quattro anni di morte e sofferenza, finiva la Grande Guerra. I trattati di pace imposti dall'Intesa e dalle Potenze associate al termine della guerra, cercarono di costituire un nuovo sistema internazionale. Il progetto di ricerca L'Europa di Versailles (1919-1939). I nuovi equilibri europei tra le due guerre nei documenti dell'Archivio Storico Dello Stato Maggiore Esercito, è finanziato dal Ministero dell'Università e Ricerca (MIUR) nel quadro del programma FIRB Futuro in Ricerca 2010. Il suo obbiettivo è di esaminare in dettaglio gli eventi che hanno segnato la Prima Guerra Mondiale e i risultati della Conferenza della Pace, con particolare attenzione all'Europa centro-orientale, attraverso la digitalizzazione dei documenti dell'archivio dell'Esercito Italiano e la pubblicazione di specifici volumi di approfondimento.
Un altro importante obbiettivo del progetto è quello di uniformare la fruibilità dei materiali agli standard di altre importanti istituzioni a livello europeo, incentivando la qualità del servizio al pubblico.

Nel novembre del 1918, dopo oltre quattro anni di morte e sofferenza, finiva la Grande Guerra. I trattati di pace imposti dalle potenze vittoriose al termine della Grande Guerra, conosciuti con l’improprio nome di Trattati di Versailles cercarono di costituire un nuovo sistema internazionale, di contenere il doppio pericolo di una ripresa dell’espansionismo tedesco e del diffondersi della rivoluzione bolscevica, e finendo però per creare un nuovo sistema profondamente instabile. La scomparsa dei tre grandi imperi plurinazionali portò alla creazione di una serie di nuovi Stati su basi etno-linguistiche, che non risolsero tuttavia i numerosi conflitti di natura nazionale che avrebbero continuato a lacerare il continente. Le potenze vincitrici si erano prefisse di evitare la deflagrazione di un nuovo conflitto in Europa. Questo tentativo si dimostrò però inadeguato, provocando negli anni successivi conseguenze disastrose per la pace europea.

Un tentativo di costituire un nuovo sistema di relazioni internazionali venne fatto con la creazione di una Società delle Nazioni che, seppur nata sotto gli auspici del presidente americano Wilson, venne “rifiutata” dagli stessi Stati Uniti che preferirono il ritorno ad una politica isolazionista. La durezza dei trattati di pace e l’isolamento dei paesi sconfitti, avrebbero finito per creare una situazione di permanente tensione, trascinando l’Europa e il mondo intero in un nuovo conflitto.

Il progetto di ricerca L’Europa di Versailles (1919-1939). I nuovi equilibri europei tra le due guerre nei documenti dell’Archivio Storico Dello Stato Maggiore Esercito, è finanziato dal MIUR nel quadro del programma FIRB Futuro in Ricerca 2010. Un gruppo di lavoro composto dai ricercatori provenienti dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dall’Università degli Studi di Teramo, dall’Università degli Studi di Perugia, e dall’Università Europea di Roma, si dedica all’analisi degli eventi che hanno segnato la Grande Guerra e la successiva Conferenza della Pace, con particolare attenzione all’Europa centro-orientale. L’obbiettivo quello di indagare le dinamiche della politica italiana nei confronti dei diversi paesi interessati dai complessi mutamenti avvenuti in Europa al termine della Grande Guerra, evidenziando il ruolo svolto a partire dalla fine del conflitto mondiale dai rappresentanti militari e diplomatici italiani presenti in loco in qualità di membri delle numerose commissioni di controllo e delimitazione dei confini, così come nelle altre missioni militari costituite dalle potenze vincitrici nel corso della Conferenza della Pace di Versailles. I trattati di pace, imposti dall’Intesa, prevedevano numerosi e pesanti oneri ai paesi sconfitti.

Il trattato di Versailles regolava la questione dei confini della Germania; il trattato di Saint Germain stabiliva le frontiere della nuova repubblica austriaca; quelli di Neuilly e del Trianon sancivano rispettivamente i nuovi confini di Bulgaria e Ungheria; mentre il trattato di Sèvres (di fatto inapplicato e sostituito da quello di Losanna) stabiliva i termini della pace con la Turchia. Tutti i trattati citati prevedevano apposite commissioni incaricate di redigere sul terreno i nuovi confini, mentre ad altri organi di controllo affidavano la responsabilità della supervisione dell’applicazione delle disposizioni economiche e delle clausole militari. Questo schema venne seguito con tutti i paesi interessati e dunque le fonti disponibili risultano particolarmente ricche, permettendo un approfondimento e una ulteriore razionalizzazione e interpretazione delle informazioni contenute negli archivi sia nel quadro di un’analisi complessiva, sia rispetto all’esigenza di approfondimenti mirati alle singole realtà nazionali.

Il progetto si divide tra due unità di ricerca: Europa centro-orientale (Unità 1 – La Sapienza), Europa balcanica (Unità 2 – Teramo); le quali si sono proposte di indagare le dinamiche della politica italiana nei confronti dell’Europa al termine della Grande Guerra, evidenziando il ruolo svolto a partire dalla fine del conflitto mondiale dai rappresentanti militari e diplomatici italiani. Il principale impegno delle unità di ricerca si è concentrato sullo studio dei fondi dell’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito (AUSSME), considerati una fonte privilegiata per la comprensione di molti passaggi cruciali della politica italiana ed europea nel primo dopoguerra.
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Autore

  • Alessandro Vagnini

    Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in «Storia dell'Europa» (2007). Si occupa di temi relativi all'Europa centro-orientale, con particolare attenzione alle relazioni internazionali, alla politica di sicurezza, all'Ungheria e ai suoi rapporti con l'Italia nel periodo interbellico. Nel periodo 2012-2015 è stato Ricercatore a Tempo Determinato in Storia dell'Europa orientale presso La Sapienza Università di Roma e Responsabile nazionale e unità Sapienza del progetto Futuro in ricerca 2010 «L'Europa di Versailles (1919-1939). I nuovi equilibri europei tra le due guerre nelle fonti dell'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito». Attualmente docente del corso di Contemporary History. Tra le sue pubblicazioni: Ungheria. La costruzione dell'Europa di Versailles (2015); L'Italia e l'imperialismo giapponese in Estremo Oriente. La missione del Partito Nazionale Fascista in Giappone e nel Manciukuò, (2015); A disputed land: Italy, the Military Inter-Allied Commission and the Plebiscite of Sopron, in «Nationalities Papers: The Journal of Nationalism and Ethnicity», vol. 42, No. 1, January 2014. PhD in History of Europe (2007). He deals with issues relating to the history of Central and Eastern Europe, with particular attention to Hungary and its relations with Italy in interwar period. Between 2012 and 2014 he was assistant professor of History of Eastern Europe at Sapienza University of Rome. Principal investigator for the research project Futuro in ricerca 2010 «L'Europa di Versailles (1919-1939). I nuovi equilibri europei tra le due guerre nelle fonti dell'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito». Adjunct professor of Contemporary History. Among his last publications: Ungheria. La costruzione dell'Europa di Versailles (2015); L'Italia e l'imperialismo giapponese in Estremo Oriente. La missione del Partito Nazionale Fascista in Giappone e nel Manciukuò, (2015); A disputed land: Italy, the Military Inter-Allied Commission and the Plebiscite of Sopron, in «Nationalities Papers: The Journal of Nationalism and Ethnicity», vol. 42, No. 1, January 2014.