Il Sistema Archivistico Nazionale e i documenti dell’Inquisizione in Italia

L’interesse dell’Amministrazione archivistica per le fonti dell’ Inquisizione è ormai consolidato e non solo da quando nel 1998 è stato aperto l’Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede. La Direzione generale per gli Archivi aveva già pubblicato gli atti del seminario internazionale sull’Inquisizione tenuto a Trieste nel 1988. Aveva costituito nel 1991 un gruppo di lavoro incaricato di coordinare un censimento di tale documentazione presso gli Archivi di Stato Italiani.

Questa attività si inseriva nel quadro di collaborazione fra Stato e istituzioni religiose da cui erano scaturite varie iniziative riguardanti la salvaguardia e la valorizzazione di archivi ecclesiastici promossi sia a livello locale che centrale. Significative in tal senso sono le pubblicazioni in tre volumi della Guida degli archivi diocesani d’Italia editi nelle collezioni ministeriali nel 1990, nel 1994 e nel 1998, e della Guida degli Archivi capitolari d’Italia usciti, in due volumi, nel 2000 e nel 2003. Il clima di collaborazione e cooperazione di quegli anni ha portato all’Intesa siglata il 18 aprile 2000 tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Conferenza Episcopale Italiana relativa alla conservazione e consultazione degli archivi d’interesse storico e delle biblioteche degli enti e istituzioni ecclesiastiche.

Su questo sfondo va collocata l’attenzione dell’Amministrazione archivistica per l’archivio del Sant’Uffizio. Nel dicembre 2002 la Direzione generale e la Congregazione per la Dottrina della Fede stipulavano un primo accordo teso a sostenere l’inventariazione dei fondi conservati presso l’Archivio della Congregazione. Il lavoro avviato ha ben presto mostrata l’esigenza di conoscere in termini il più possibile esaurienti e precisi il panorama complessivo della documentazione disponibile, specificandone localizzazione, natura, caratteristiche e condizioni di conservazione e di consultabilità, sia a livello centrale che nelle molteplici sedi di conservazione sull’intero territorio italiano e anche all’estero. Si arrivava nel novembre del 2004 ad un ulteriore accordo allargato anche al Centro di ricerca sull’Inquisizione dell’Università degli Studi di Trieste.

Il progetto ha come obiettivo «la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio archivistico riguardante l’attività inquisitoriale in Italia, da attuarsi inizialmente attraverso un censimento descrittivo della relativa documentazione». All’interno del progetto sono stati individuati alcuni ambiti specifici quali il censimento degli archivi periferici dell’Inquisizione romana, compresi quelli vescovili; degli archivi periferici dell’Inquisizione spagnola in Sicilia e Sardegna e le relative porzioni nell’archivio centrale della Suprema; degli archivi e i documenti delle magistrature statali e dei giudici secolari con competenze di diritto o di fatto sui delitti contro la fede. È stata individuata una lunga lista di sedi di conservazione degli archivi inquisitoriali e di altra documentazione connessa all’attività di controllo e repressione dei delitti contro la fede.