Fra Girolamo Asteo da Pordenone, inquisitore di Aquileia e Concordia (1598-1608): i problemi della ricerca

Fra Girolamo Asteo da Pordenone, inquisitore di Aquileia e Concordia (1598-1608): i problemi della ricerca

ABSTRACT

Prendendo lo spunto da un incontro dedicato a Domenico Scandella detto Menocchio vengono esaminati i problemi che possono sorgere durante la stesura di un testo storico. Nella specifico lo studio riguarda l’attività inquisitoriale svolta da fra Girolamo Asteo da Pordenone, giudice di fede delle diocesi di Aquileia e Concordia tra il 1598 e il 1608, che nell’agosto del 1599 condannò a morte il Menocchio. In questo contributo si cercano di evidenziare alcuni degli ostacoli che si sono presentati durante l’elaborazione dello studio: la difficoltà di organizzare un testo, che tratta dell’attività di un inquisitore per un arco di tempo di undici anni, in modo interessante e non troppo ripetitivo; la ricerca e la mancanza di informazioni “personali” che integrino i documenti processuali e che potrebbero dare una visione a tutto tondo del personaggio studiato.

Taking the cue from a meeting dedicated to Domenico Scandella called Menocchio, the problems that may arise during the writing of a historical text are examined. Specifically, the study concerns the inquisitorial activity carried out by Fra Girolamo Asteo da Pordenone, Judge of faith of the dioceses of Aquileia and Concordia between 1598 and 1608, who in August of 1599 condemned the Menocchio to death. In this paper we try to highlight some of the problems that occurred during the study: the difficulty of organizing a text, which deals with the activity of an inquisitor over a period of eleven years, in an interesting and not too repetitive way; the search and the lack of “personal” information that integrate the procedural documents and that could give a complete view of the studied character.

Il mio intervento è collocato all’inizio di un pomeriggio, dedicato a Domenico Scandella detto Menocchio, il mugnaio vissuto a Montereale Valcellina e morto sul rogo nella piazza di Portogruaro nel 1599. A partire dal libro di Carlo Ginzburg, uscito nel 1976, su di lui e sulla sua storia sono stati scritti saggi molto conosciuti, mentre meno note sono forse le pièces teatrali che si sono ispirate a tali vicende. La prima, Zitto, Menocchio, risale al 1996: fu presentata al Mittelfest ( un festival di prosa, musica, danza, poesia, arti visive e marionette dei paesi della mitteleuropa, che si svolge dal 1991 nel mese di luglio a Cividale del Friuli) e il testo di Renato Gabrielli venne interpretato da Massimo Somaglino e dal pupazzo di Zlatko Bourek.. Nel 2000, sempre al Mittelfest, fu presentato Il formaggio e i vermi per la regia di Giorgio Pressburger e l’interpretazione di Roberto Herlizka; nel 2007 Tommaso Pitta propose il suo Domenico Scandella detto Menocchio. I processi dell’Inquisizione 1583-1599. Nel 2016 a Verona è stato presentato Osteria Menocchio (interrogatus respundit: desiderava che fusse uno mondo novo), testo di Andrea Bendazzoli per la regia di Andrea Pellizzari. Poco conosciuto perché recentissimo è indubbiamente l’ultimo lavoro ispirato alla vita del mugnaio friulano, Menocchio, si tratta di un’opera lirica, libretto di Francesca Tuscano, partitura del maestro Renato Miani, regia di Ivan Stefanutti, presentata al pubblico al Mittelfest del 2016.