I manifesti del Partito comunista italiano della Fondazione Gramsci: tipologia, conservazione e valorizzazione


Abstract: La Fondazione Gramsci possiede una collezione di circa 4.000 manifesti politici editi per la stragrande maggioranza dal Partito comunista italiano ma anche dal Partito democratico della sinistra e dai Democratici di sinistra. I manifesti editi dal Pci (3.572 censiti) sono stati acquisiti a partire dai primi anni Settanta, datano dal 1944 al 1990 e hanno diverse provenienze. Nel 2020 sono iniziati i lavori di schedatura e riproduzione digitale in vista della pubblicazione del portale «Archivi Pci - Fonti per la storia del Partito comunista italiano» dal quale è possibile la consultazione di 3.500 esemplari (https://www.archivipci.it)

La Fondazione Gramsci nasce nel 1950, e contestualmente viene istituito il suo archivio storico. Dal primo progetto della Fondazione, approvato dalla segreteria del Partito comunista italiano[1] nel 1948, venne riconosciuta all’attività di recupero e conservazione dei documenti d’archivio un ruolo fondamentale per la vita dell’Istituto; il recupero della documentazione, attinente alla storia del movimento operaio e del Pci, iniziò dai primi anni Cinquanta. Oggi l’archivio conserva 190 fondi che misurano 2.175 metri lineari. Ne fanno parte, tra gli altri, l’archivio di Antonio Gramsci, con gli autografi delle lettere dal carcere e dei quaderni del carcere, l’archivio del Pci (1921-1991), gli archivi dei segretari e dei principali dirigenti nazionali, gli archivi delle Brigate Garibaldi, della Direzione Nord e della Direzione Napoli del Pci, costituite durante la guerra di Liberazione. La Fondazione conserva inoltre gli archivi del Partito socialista di unità proletaria (1964-1972), del Partito democratico della sinistra (1991-1998), dei Democratici di sinistra (1998-2007) e dell’Associazione ricreativa e culturale italiana (1957-2004),[2] nonché gli archivi di personalità della cultura italiana del Novecento.

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Autore

  • Giovanna Bosman

    Giovanna Bosman, laureata in Storia contemporanea presso Sapienza Università di Roma diplomata alla Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Roma, diplomata come Bibliotecaria presso la Scuola per Archivisti e Bibliotecari presso Sapienza Università di Roma. Dal 2004 ricopre il ruolo di archivista della Fondazione Gramsci