I manifesti politici e sociali della Biblioteca di storia moderna e contemporanea
La funzione del manifesto come mezzo di diffusione di messaggi sia politici sia pubblicitari e la crescente riflessione che ha suscitato da tempo da parte degli studi storici, storico-artistici e semiologici rendono sempre più rilevante il ruolo delle istituzioni preposte alla conservazione di tale genere di documentazione, nel renderla disponibile e consultabile a un’utenza sempre più ampia attraverso una specifica attività di catalogazione.
This article deals with the collection of posters, announcements and edicts owned by the Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, with particular focus on about 9,500 Italian political posters from the period 1944-2012.
The library's collection covers a substantial period of time and is of great value to the study of the history of public communications and, in general, for the history of Italian society over the last three centuries.
The conspicuous nucleus of illustrated posters acquired in 2012 with the purchase of the Lazoi-Martini collection includes posters from political parties, trade unions and other associations of cultural, recreational and religious character between the end of the Second War World and the beginning of the 21st century.
The role of the poster as a means of spreading both political and advertising messages, and the growing attention it has received in historical, artistic and semiological studies, underlines the importance of institutions responsible for the preservation of such documentation, and their work making it available and accessible to a wider public via specific cataloging
La Biblioteca di storia moderna e contemporanea possiede un fondo di circa novemila manifesti politici e sociali prodotti in Italia negli anni 1945-2010. La collezione, acquisita nel 2012 grazie a un finanziamento ad hoc della Direzione generale delle biblioteche e istituti culturali del Ministero per i beni e le attività culturali (ora Ministero della cultura), si è formata a partire dalla metà degli anni Ottanta del Novecento su iniziativa di Luigi Martini e Patrizia Lazoi, con l’obiettivo di favorire la creazione di un luogo di documentazione e studio dei manifesti realizzati nel dopoguerra a fini politici, sociali, culturali e di promuovere una rappresentazione visiva dell’evoluzione del linguaggio grafico e del ruolo che il manifesto ha assunto nello sviluppo della società e della comunicazione. Gli stessi collezionisti, che avevano denominato la raccolta Archivio del Manifesto Sociale, avevano promosso negli anni la realizzazione di pubblicazioni e mostre aventi per oggetto i manifesti e le esperienze artistiche in essi documentate. La maggior parte dei manifesti risale agli anni 1980-2012 ma un nucleo corposo di varie centinaia risale al periodo che dall’immediato dopoguerra arriva agli anni Settanta. L’associazionismo sindacale è rappresentato da molte centinaia di pezzi, prodotti sia a livello nazionale sia a livello locale sia dalle organizzazioni di categoria; delle forze politiche dell’Italia repubblicana sono documentati i grandi partiti di massa e quelli rappresentati a livello parlamentare – in particolare le prime campagne elettorali dell’Italia repubblicana – ma anche le formazioni extraparlamentari attive a partire dagli anni Sessanta (Figg. 10, 21, 22, 34, 53).
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