Menocchio: dall’origine dell’idea alla realizzazione del film

Domenico Scandella, detto Menocchio, è un personaggio conosciuto in Friuli e non mi sono quindi meravigliata quando un giorno Alberto è venuto da me e mi ha detto che voleva fare un film su Menocchio. Io l’ho guardato e gli ho detto di no. Stavamo realizzando altri progetti, con tutti i loro problemi, non avevamo tempo per altro. Ma soprattutto ho pensato che non c’era nessun elemento vendibile: un film storico su un mugnaio, per di più friulano, ambientato nel Cinquecento, con l’Inquisizione in mezzo. Sarebbe rimasto nei nostri cassetti, se mai qualcuno lo avesse finanziato.
Alberto era però veramente preso dal personaggio e qualche tempo dopo, avendo ricevuto buone notizie sulle altre produzioni, ci siamo accordati per fare lo sviluppo del film su Menocchio. Come forse sapete, la lavorazione di un film si divide in tre fasi: sviluppo, produzione, compresa la post-produzione e distribuzione. Nella fase di sviluppo si tratta di fare ricerche approfondite sul tema e voi sapete bene cosa vuol dire. Gli sceneggiatori, che sono Alberto ed Enrico Vecchi, hanno cominciato leggendo i processi, altri libri, andando negli archivi, interrogando diversi specialisti per conoscere bene i temi e i luoghi. Tra questi c’è Andrea, che ci ha parlato dell’Inquisizione e che noi ringraziamo, verrà nominato anche nella pellicola. Da parte mia dovevo procurare i finanziamenti per far lavorare bene gli autori, pagarli, trovare loro spazi per scrivere e infine per fare un teaser, cioè una prova fotografica del film. Essendoci tanti film storici, volevamo distanziarci e proporre una cosa del tutto nuova, secondo la visione personale di Alberto. Ho messo giù un budget con un cifra e ho cominciato a pensare in maniera creativa alle possibili fonti di finanziamento.