Menocchio: dall’origine dell’idea alla realizzazione del film


Abstract: Nadia Trevisan, produttrice della casa cinematografica indipendente Nefertiti Film, racconta il processo creativo e "amministrativo-economico" che sta dietro la realizzazione di un film. Partendo dall'idea di Alberto Fasulo e dal desiderio di realizzarla per il cinema, Nadia ci guida nei corridoi dei ministeri e negli incontri con i possibili finanziatori, dove la scelta delle parole giuste può determinare l'effettivo finanziamento del film. Il destinatario finale è il pubblico che è sempre presente.
Testo desunto redazionalmente dall'intervento di Nadia Trevisan del 10 novembre 2016.

Domenico Scandella, detto Menocchio, è un personaggio conosciuto in Friuli e non mi sono quindi meravigliata quando un giorno Alberto è venuto da me e mi ha detto che voleva fare un film su Menocchio. Io l’ho guardato e gli ho detto di no. Stavamo realizzando altri progetti, con tutti i loro problemi, non avevamo tempo per altro. Ma soprattutto ho pensato che non c’era nessun elemento vendibile: un film storico su un mugnaio, per di più friulano, ambientato nel Cinquecento, con l’Inquisizione in mezzo. Sarebbe rimasto nei nostri cassetti, se mai qualcuno lo avesse finanziato.
Alberto era però veramente preso dal personaggio e qualche tempo dopo, avendo ricevuto buone notizie sulle altre produzioni, ci siamo accordati per fare lo sviluppo del film su Menocchio. Come forse sapete, la lavorazione di un film si divide in tre fasi: sviluppo, produzione, compresa la post-produzione e distribuzione. Nella fase di sviluppo si tratta di fare ricerche approfondite sul tema e voi sapete bene cosa vuol dire. Gli sceneggiatori, che sono Alberto ed Enrico Vecchi, hanno cominciato leggendo i processi, altri libri, andando negli archivi, interrogando diversi specialisti per conoscere bene i temi e i luoghi. Tra questi c’è Andrea, che ci ha parlato dell’Inquisizione e che noi ringraziamo, verrà nominato anche nella pellicola. Da parte mia dovevo procurare i finanziamenti per far lavorare bene gli autori, pagarli, trovare loro spazi per scrivere e infine per fare un teaser, cioè una prova fotografica del film. Essendoci tanti film storici, volevamo distanziarci e proporre una cosa del tutto nuova, secondo la visione personale di Alberto. Ho messo giù un budget con un cifra e ho cominciato a pensare in maniera creativa alle possibili fonti di finanziamento.
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Autore

  • Antonio IODICE

    Dottorando di Ricerca in Scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche.
    Laureato con un double degree all’Università di Roma “La Sapienza” e all’Université de Grenoble Pierre Mendès-France. Dottorando di ricerca in Storia moderna, presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, con una tesi dal titolo Il porto franco, diffusione di un modello economico: politiche, attori, ideologie, mito. Due realtà a confronto: Genova e Marsiglia (1590-1817). Tra le pubblicazioni principali L’istituzione del porto franco in un Mediterraneo senza frontiere, in «Politics. Rivista di studi politici», 5/1: 19-33; Politiche di accoglienza e spazi per i mercanti stranieri nel porto franco di Marsiglia, in corso di pubblicazione sulla rivista «Dimensioni e problemi della ricerca storica»; Il porto franco di Marsiglia, Palladium de prosperité (1669-1794), in corso di pubblicazione in una raccolta di contributi del convegno Les règles des lieux, svoltosi all'Ecole française de Rome nel settembre 2016; La presenza musulmana a Marsiglia tra XVII e XVIII secolo, tesi di Laurea Magistrale in corso di pubblicazione presso la casa editrice Il Terebinto, Avellino.