Su alcune testimonianze del Chartularium Culisanense, sulle false origini dell’Ordine Costantiniano Angelico di Santa Sofia e su taluni suoi documenti conservati presso l’ASNa
Abstract: La storiografia sulla Sindone di Torino e sulla Santa Casa di Loreto si è giovata, negli anni passati, di alcuni documenti bizantini provenienti dal cosiddetto Chartularium Culisanense, il codice diplomatico dell'Ordine Costantiniano Angelico della Santa Sapienza (Santa Sofia) che si dice essere stato istituito nel 1290 dal despota dell'Epiro Niceforo I Comneno Ducas. Un esame delle testimonianze sopravvissute rivela che l'Ordine Costantiniano suddetto è fasullo, ed altrettanto fasulli sono alcuni documenti sopravvissuti all'interno del cartulario. Ciò costringe a dubitare fortemente delle ricostruzioni storiche fondate su tali documenti.
Nel 1983 furono dati alle stampe gli atti del II Convegno Nazionale di Sindonologia, all’interno dei quali venne pubblicato un intervento dovuto a Pasquale Rinaldi, parroco ed insegnante nelle scuole medie statali di Napoli, intitolato Un documento probante sulla localizzazione in Atene della Santa Sindone dopo il saccheggio di Costantinopoli. In esso l’autore dava notizia di un ritrovamento da lui stesso effettuato nell’archivio ecclesiastico della chiesa cinquecentesca di Santa Caterina a Formiello a Napoli: due fogli che si presentano come una copia, risalente al XIX secolo, di documenti che facevano parte di un più antico Chartularium Culisanense – proveniente cioè dalla cittadina di Collesano, in provincia di Palermo.
I fogli ritrovati da Rinaldi contengono il testo di una lettera scritta nel 1205 da Teodoro Comneno Ducas a papa Innocenzo III (foglio 126) e una relazione stesa da Giovanni Papajannis, figlio di Demetrio, in merito alla traslazione di un convoglio di salme di martiri da Otranto a Napoli avvenuta nel 1481 (f. 242). Esiste anche un terzo foglio proveniente dal medesimo archivio che contiene un elenco dei beni dotali di Margherita (Ithamar) d’Epiro figlia del despota Niceforo I Comneno Ducas, la quale nel 1294 sposò il napoletano Filippo d’Angiò principe di Taranto (f. 181). Quest’ultimo foglio fu ritrovato dal medesimo Rinaldi successivamente, nel1984, ed edito lo stesso anno da padre Giuseppe Santarelli.
NicolottiChartulariumCulisanense
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Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.