Il ministero degli Esteri di fronte all’applicazione delle leggi antisemite del 1938


Abstract: L’articolo presenta i primi risultati di una ricerca in corso sull’applicazione della legislazione antisemita all’interno del ministero degli Esteri, frutto di un ampio sondaggio archivistico che ha fornito notizie inedite nonostante parte dei materiali siano ancora non consultabili. In questa sede vengono sinteticamente ripercorsi i profili e le vicende dei sette funzionari espulsi, in attesa di concludere la ricostruzione analitica delle conseguenze della persecuzione sul personale non di ruolo.

L’articolo intende presentare i primi risultati di una ricerca in corso sull’applicazione della legislazione antisemita all’interno del ministero degli Esteri. Si tratta di un’indagine complessa, date la partecipazione di vari uffici e la corrispondenza che intercorse con altri settori dell’amministrazione; è stato dunque avviato un ampio sondaggio archivistico, vista la necessità di recuperare una documentazione disseminata in vari fondi conservati presso l’Archivio storico diplomatico e presso l’Archivio centrale dello Stato. Parte dei materiali risulta oltretutto ancora non consultabile o, come nel caso del fondo Direzione generale per la demografia e la razza del ministero dell’Interno, caratterizzata da significative lacune. In questa sede verranno sinteticamente ripercorsi i profili e le vicende dei sette funzionari espulsi, mentre è ancora in corso una ricostruzione analitica dell’impatto della persecuzione sull’articolato insieme costituito dal personale non di ruolo, che si componeva di docenti e impiegati incaricati, di avventizi, ma anche di collaboratori a vario titolo degli enti e delle organizzazioni fasciste all’estero posti sotto la supervisione delle autorità diplomatiche.
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Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.