Il pozzo, il pendolo e la sarchiatura


Abstract: Il cinema ha trattato l’Inquisizione fin dalle origini, con pellicole grondanti torture e sesso, che nella realtà poco o nulla ebbero luogo. Alcuni film hanno rispettato invece le procedure di un’istituzione che ha processato, oltre a poche personalità, soprattutto gente del popolo, con lo scopo di controllare le coscienze ed eliminare il dissenso.

Si può dire che i film sull’Inquisizione abbiano accompagnato il cinema fin dalle origini. È infatti del 1904 Un miracle sous l’Inquisition di George Méliès, del 1922 La stregoneria attraverso i secoli di Benjamin Christensen, pellicola che si apre con la scena di alcuni inquisitori che torturano una povera vecchia. Del 1929 è La passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer, in cui altri inquisitori cercano di fare confessare la Pulzella di Orléans (avvio di un falso storico ripetuto nel tempo: l’inquisitore generale della Francia inglese in realtà assistette passivo alle prime sedute del processo a Giovanna, poi si ritirò disgustato).
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Autore

  • Bruno Pomara

    Bruno Pomara Saverino (Palermo, 1984) è dottore di ricerca in Storia Moderna con una tesi in cotutela internazionale tra l’Universitat de València e l’Università degli studi della Repubblica di San Marino. È stato visiting researcher presso l’Università La Sapienza di Roma, l’Università Federico II di Napoli, l’Université de Nantes. Nel 2011 ottiene il Premio Jóvenes Investigadores della FEHM (Fundación Española de Historia Moderna), nel 2016 il Premio per la storia religiosa dell’Istituto Sangalli, nel 2017 è lauréat nell’ambito del programma Atlas dalla Fondation Maison des Sciences de l’Homme e Fondazione Einaudi. Ha pubblicato due monografie: Bandolerismo, violencia y justicia en la Sicilia barroca (Madrid, CSIC, 2011) e Rifugiati. I moriscos e l’Italia, (Firenze, FUP, 2017). Tra i curatori del volume Identidades cuestionadas. Coexistencia y conflictos interreligiosos en el Mediterráneo (ss. XIV-XVIII) (PUV, Valencia, 2016), autore di saggi apparsi in prestigiose riviste italiane e straniere, nel corso degli anni ha toccato argomenti diversi, dalla violenza e schiavitù ai fenomeni migratori e diasporici mediterranei. Abilitato come professore associato in Italia, attualmente è docente presso il dipartimento di Historia Moderna y Contemporánea dell’Universitat de València.