Via col voto. Giornata di studi sul manifesto politico e sociale nell’Italia del Novecento – Introduzione
Abstract: La giornata di studi Via col voto, svoltasi presso l’Archivio centrale dello Stato il 7 giugno 2023, ha costituito un’occasione di riflessione sul manifesto politico e sociale come fonte storica, culturale e documentaria dell’Italia del Novecento. Prendendo avvio dall’inventariazione dei manifesti elettorali del 1953, l’iniziativa ha posto l’accento sulla duplice dimensione del manifesto, al contempo strumento effimero di comunicazione e oggetto di rilevante interesse storico-artistico. L’incontro ha consentito di discutere criticità e metodologie di descrizione, strategie di tutela e modalità di valorizzazione, coinvolgendo istituzioni pubbliche e fondazioni private nella prospettiva di una più ampia condivisione delle esperienze di conservazione. Il manifesto emerge così come una fonte “di confine” tra archivi e biblioteche, capace di restituire la complessità della cultura politica novecentesca, oggi sfidata dall’obsolescenza del supporto cartaceo e dalla competizione dei linguaggi digitali
Via col voto, giornata di studi sul manifesto politico e sociale nell’Italia del Novecento tenutasi presso l’Archivio centrale dello Stato il 7 giugno 2023, nasce dalla decisione di illustrare al pubblico i risultati del lavoro di descrizione di una serie di manifesti prodotti dai maggiori partiti politici in occasione della tornata elettorale del 1953, che ebbe luogo proprio nei giorni 7 e 8 giugno di quell’anno. L’inventario in esame, curato da Caterina Arfé, descrive una raccolta di manifesti prodotti da partiti e organizzazioni politiche che non esistono più e questa circostanza evidenzia come la conservazione di questi manifesti sia divenuta di grande valore, non solo per preservare una testimonianza della grafica adoperata negli anni Cinquanta del secolo scorso, ma anche come testimonianza di un modo di fare politica anch’esso cessato. Scomparsi i partiti di massa è venuto meno anche il lavoro volontario di migliaia di militanti che dedicavano del tempo della propria giornata alla propaganda politica, cominciando proprio dall’attaccare manifesti per strada. Accade, fortunatamente sempre più spesso, che coloro i quali si considerano eredi di tradizioni politiche novecentesche ormai superate si pongano il problema della conservazione di una testimonianza storica che altrimenti andrebbe persa. Da questa consapevolezza sono originati e proseguono versamenti di manifesti politici negli Archivi di Stato e presso Fondazioni e Istituti privati.
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Caterina Arfè, laureata in filosofia presso Sapienza Università di Roma, diplomata alla Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Roma, già funzionario archivista in servizio presso l’Archivio centrale dello Stato fino al 31 08-2021. Già responsabile tra gli altri dei fondi archivistici del ministero di Grazia e giustizia, degli organi e istituzioni del regime fascista, e degli archivi dei partiti e movimenti politici. Ha partecipato a numerose mostre documentarie organizzate dall’Istituto e alla redazione dei rispettivi cataloghi. Ha pubblicato tra gli altri, il saggio: Il contributo delle fonti dell’Archivio ventrale dello Stato per la storia dell’epurazione, pp.309-326 nel volume, A. Meniconi, G. Neppi Modona (a cura di) L’epurazione mancata. La magistratura tra fascismo e Repubblica., Bologna, Il Mulino 2022, pp.338
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Simonetta Ceglie, PHD in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie presso Sapienza- Università di Roma, è funzionario archivista presso l’Archivio centrale dello Stato e, in particolare, è responsabile del Servizio didattica e valorizzazione del patrimonio culturale dell’Istituto. Tra i progetti in corso (entrambi del 2024), di cui è referente scientifico per l’ACS, si menziona L’Archivio cantato, percorso sperimentale di divulgazione e didattica tra memoria storica e canzone narrativa in collaborazione con il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina e L’Archivio immersivo, frutto dell’Accordo quadro di cooperazione con il Dipartimento di Ingegneria e il Centro-Osservatorio sul Mezzogiorno d'Europa dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” per la valorizzazione del patrimonio documentario dell’ACS mediante tecnologie di Realtà aumentata, IA e storytelling automatizzato.
Da diversi anni si dedica all’analisi e alla trascrizione di fonti archivistiche relative a memorie e storie di vita quali il testamento e l’inventario dei beni del musicista Arcangelo Corelli, di cui ha curato l’edizione critica (2013). Per i tipi Viella, nella collana La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne, ha pubblicato La rivoluzione in convento. Le Memorie di Anna Vittoria Dolara (secc. XVIII-XIX) (2012) e, insieme Mauro Geraci, Musine Kokalari, «La mia vita universitaria». Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista (1937-1941) (2016)