Via col voto. Giornata di studi sul manifesto politico e sociale nell’Italia del Novecento – Relazione introduttiva
Buonasera a tutti e benvenuti all’Archivio Centrale dello Stato. Oggi abbiamo il piacere di presentare una giornata di studi sul manifesto politico. L’iniziativa nasce dalla decisione di illustrare al pubblico i risultati del lavoro di descrizione di una serie di manifesti prodotti dai maggiori partiti politici in occasione delle elezioni del 1953, tenutesi proprio tra il 7 e l’8 di giugno di quell’anno. Questo fondo comprende una piccola parte degli oltre mille manifesti che l’Archivio Centrale dello Stato conserva. Possediamo, infatti, oltre cinquecento manifesti del Partito della rifondazione comunista in deposito dal 2016, circa duecento giornali murali prodotti dalla Federazione fascista dell’Urbe tra il 1933 e il 1942 e oltre seicento manifesti degli anni Settanta – Ottanta del Novecento.
Come ben sapete, il manifesto rappresenta un materiale documentario estremamente variegato e particolare. La sua definizione si può ricavare dall’ambito biblioteconomico: «Foglio o parte di foglio, di norma stampato su un solo lato, da leggersi senza essere piegato, normalmente destinato ad essere affisso o distribuito al pubblico o venduto». Il manifesto si distingue quindi dal foglio volante per il fatto che è destinato all’affissione. Per tale ragione il retro del manifesto è bianco a differenza del foglio volante che, pur con dimensioni simili, può presentare anche un testo sul verso.
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