Nel 1940 ventiduemila ufficiali e membri dell’élite intellettuale polacca vennero trucidati dai membri della NKVD, il Commissariato del popolo per gli affari interni. Quattromila di queste vittime, ufficiali polacchi di riserva, catturati e reclusi nei campi di Kozielsk, Starobielsk, Ostaszkow vennero prelevati e, totalmente ignari del loro destino, uccisi con un colpo di pistola alla nuca e poi sepolti in fosse comuni nella foresta di Katyn.
Foresta di Katyn
Il documentario di Arte.tv illustra lo svolgersi degli avvenimenti che presero il via dalla invasione della Polonia da parte dell’Armata Rossa all’indomani del patto Molotov-Ribbentrop (1939), attraverso una serie di filmati d’archivio e alcune immagini del film “Katyn” (2007) del regista polacco Andrzej Wajda, che proprio in quella circostanza perse il padre ufficiale, vittima del massacro.
Per anni la classe dirigente sovietica negò ogni responsabilità dell’eccidio finché, più di quaranta anni dopo, nel 1992, con il crollo dell’Unione Sovietica, Boris Eltsin decise di rendere pubblici i documenti fino ad allora secretati.
Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.