Sulla scrittura de L’Inquisizione in Italia dal XII al XXI secolo


Abstract: Andrea Del Col racconta come è stato ideato e scritto il libro L'Inquisizione in Italia dal XII al XXI secolo.

Qualcuno dei miei venti lettori si sarà forse chiesto come mai mi è venuta l’idea di
scrivere una storia complessiva dell’Inquisizione in Italia, dal momento che i miei lavori
precedenti sono esattamente il contrario. Infatti questa strana idea non mi è venuta, ma mi è
stata proposta da Mondadori, nella persona di Vito Mancuso, che allora dirigeva la collana
«Uomini e religioni». Ci ho pensato per qualche mese, sono stato a lungo dubbioso e indeciso
e alla fine ho accettato la sfida per cogliere un’opportunità unica di rivolgermi al grande
pubblico su un tema importante. È cominciata così un’avventura culturale, che mi ha
procurato parecchi problemi, alcune disillusioni e molte soddisfazioni, come cercherò di
mostrare.
1. Le collaborazioni e gli inconvenienti nella stesura di un’opera complessa
I paletti insormontabili posti da Mondadori alla pubblicazione erano: autore unico,
argomento completo, leggibilità per il grande pubblico, note sobrie. Dopo vari tentativi di
precisare l’argomento Inquisizione, sia i responsabili che io siamo arrivati per vie diverse al
taglio del tema che è stato adottato nel libro. La scaletta iniziale comprendeva due parti:
l’Inquisizione in Italia nel Medioevo e nell’età moderna, con un’appendice contemporanea,
con gli argomenti dei capitoli e una scheletrica articolazione interna.
Per capire quale leggibilità avrebbe avuto il libro, il responsabile della saggistica,
Ferruccio Parazzoli, scrittore molto noto, mi chiese di mandargli un breve elaborato. Ho
preparato allora l’introduzione. Il testo è stato ben valutato ed è diventato in effetti
l’introduzione attuale, con qualche pagina aggiunta alla fine, caso singolare di
un’introduzione scritta prima dell’opera.
All’inizio calcolai due anni di lavoro per le 300-350 pagine previste, ma nel contratto
c’era la clausola che erano possibili accordi diversi con il responsabile della collana. Dopo
due anni invece avevo appena finito con grande fatica il Medioevo, 200 pagine e pensai che il
contratto sarebbe stato rescisso, essendo andato io oltre ogni previsione. Alla mia richiesta il
responsabile della saggistica rispose che non ci pensava nemmeno. La data di consegna
divenne in pratica quella in cui consegnai, nel gennaio del 2006, a sei anni e mezzo dal
contratto. Il titolo del libro rimase quello che avevo proposto. Mi fu chiesto soltanto, con una
certa meraviglia, perché sostenevo che l’Inquisizione durava ancora oggi. A questa domanda
risposi in modo convincente.
InquisizioneinItalia-1

Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.