Una monaca di potere nel Seicento: suor Innocenza Barberini e la corrispondenza segreta con il fratello Francesco, cardinal nipote di Urbano VIII

Una monaca di potere nel Seicento: suor Innocenza Barberini e la corrispondenza segreta con il fratello Francesco, cardinal nipote di Urbano VIII

Abstract: L’articolo delinea il profilo storico di suor Innocenza Barberini, concentrandosi in particolare sull’analisi della sua corrispondenza segreta con il fratello, il potente cardinale Francesco Barberini, rinvenuta presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Queste lettere costituiscono una fonte di grande valore non solo per comprendere le complesse relazioni tra il Granducato di Toscana e la Santa Sede nella prima metà del Seicento, in cui la monaca emerge come figura centrale all’interno di una fitta rete di informatori che si snoda dal monastero di Santa Maria degli Angeli di Firenze, dove risiedeva, ma anche per illuminare, attraverso la narrazione del passaggio a Firenze del cardinale Federico Corner diretto a Roma come ambasciatore di Venezia, i rapporti tra i diversi stati italiani nel più ampio scenario della guerra dei Trent’anni. Inoltre, la documentazione permette di ricostruire con maggiore dettaglio le misteriose vicende legate alla fondazione del nuovo monastero del Carmelo a Roma realizzata da suor Innocenza e da sua sorella, anch’essa monaca, per volontà di papa Urbano VIII

La bibliografia sul cardinal nipote Francesco Barberini, plenipotenziario della politica estera della Santa Sede nella prima metà del Seicento ed emblema del rafforzamento politico e patrimoniale di tutta la famiglia Barberini, grazie al notevole favore concessogli dallo zio, papa Urbano VIII, è ormai sterminata.  Non la stessa cosa possiamo dire, invece, di quella su sua sorella Camilla, nata a Firenze nel 1598 e divenuta suor Innocenza dell’Incarnazione nel 1613, la quale è storicamente ricordata soltanto nel 1639, quando il papa decise di inviarla a Roma, insieme alla sorella Clarice, anche lei monaca, per fondare un nuovo monastero delle Carmelitane.

Bene potrebbe adattarsi, quindi, anche a lei, a prima vista, la celebre descrizione che caratterizzò per lungo tempo Lucrezia Borgia, ovvero «docile strumento nelle mani del padre – in questo caso lo zio – e del fratello». Tuttavia, come accaduto per la figlia di Alessandro VI, uno studio attento ed approfondito delle nuove fonti disponibili ci restituisce una figura storica del tutto diversa. Dalla corrispondenza inedita intercorsa tra lei e il fratello cardinale, raccolta nel manoscritto Barberiniano Latino 10474 conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana,  oggetto di questo studio, emergono difatti numerosi elementi che capovolgono totalmente questo giudizio affrettato. Vediamo così, dietro la parvenza di una insospettabile monaca, la figura di una scaltrissima intermediaria politica tra il Granducato e lo Stato Pontifico, nonché una consigliera intima, molto ascoltata e apprezzata dal potentissimo cardinale, che la consultò e la mise a conoscenza dei più importanti intrighi internazionali del tempo. Suor Innocenza, grazie alla sua appartenenza all’aristocrazia dominante e al suo status di ecclesiastica, riuscì a creare una fitta rete di informatori sia dentro che fuori la corte di Firenze, trasformando il suo monastero in una tappa obbligatoria per qualsiasi potente di passaggio in città.

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Autore

  • Ivan Parisi

    Ivan Parisi è dottore di ricerca in Storia e Società dell’età moderna e contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. È specialista di storia della diplomazia con un focus particolare sulla crittografia e sulle sue applicazioni nelle relazioni internazionali. Già esperto archivista presso l’Archivio di Stato di Latina, attualmente si occupa prevalentemente della diffusione in ambito digitale della storia e cultura del Rinascimento ispano-italiano, collaborando stabilmente con l’Institut Internacional d’Estudis Borgians (IIEB) di Valencia in Spagna, dove coordina il progetto “Base de dades Documentació borgiana de l’arxiu Apostòlic vaticà” (www.elsborja.cat). Tra le sue pubblicazioni vi sono le monografie: La corrispondenza italiana di Joan Ram Escrivà ambasciatore di Ferdinando il Cattolico (3 maggio 1484 - 11 agosto 1499), Battipaglia, Laveglia & Carlone, 2014 (collana “Fonti per la storia di Napoli aragonese” diretta da Mario Del Treppo) e Diplomatari Borja 5 Archivio di Stato de Roma: documents dels protocols de Camillo Beneimbene (1479-1505), Paterna - la Canyada (Valencia), Edicions Tres i Quatre, 2014. É autore, inoltre, di numerose pubblicazioni di livello internazionale tra cui: Ivan Parisi -Vincenzo Ambrogi, Note intorno a un cartiglio cifrato nello studiolo di Gubbio, in Tommaso Di Carpegna Gabrielli Falconieri, Antonio Corsaro e Maria Fachechi (a cura di), Federico da Montefeltro nel terzo millennio (1422-2022). Atti del convegno di Studi (Urbino, 16-19 novembre 2022), Urbino, University Press, 2024; Federico da Montefeltro e l’arte della crittografia, in Tommaso Di Carpegna Falconieri, Marcella Peruzzi (a cura di) Le carte di Federico. Documenti pubblici e segreti per la vita del duca d’Urbino, Urbino, University Press, 2022; Note sulle origini catalana e un esemplare sconosciuto delle Opere del Cariteo, «e-Humanista Ivitra», 22, 2022, pp. 133-150; Un cifrario in prestito per una lettera segretissima di Federico d’Aragona re di Napoli ai Re Cattolici nel BnF, Espagnol 318, «Studi di Storia Medioevale e di Dipolomatica», Nuova serie IV, 2020, pp. 157-177; La verdadera identidad del comenador Escrivà, poeta valenciano de la primera mitad del siglo XVI, «Estudis Romànics», revista del Institut d’Estudis Catalans, Barcellona, XXXI, 2008, pp.141-162; La correspondencia cifrada entre el rey Fernando el Católico y el embajador Joan Escrivà de Romanì i Ram, «Pedralbes», revista del Dep. de Historia Moderna de la Universitat de Barcelona, 24, 2005, pp. 55-115. É accademico corrispondente da Roma della Reial Acadèmia de Bones Lletres de Barcelona e dal 2019 membro del comitato di redazione della “Revista Borja” dell’IIEB. Dal 2024 collabora stabilmente come membro organizzatore dei Simposi Internazionali permanenti sul papato (Papstzoom), sui cardinali (Kardinalzoom) e sulla crittografia (Cipherzoom) presso la Bergische Universitat di Wuppertal in Germania