Chiesa cattolica, razzismo, antisemitismo e fascismo. Le lettere dell’agosto 1938 tra Giovanni Cazzani, vescovo di Cremona, e Roberto Farinacci, gerarca fascista

Chiesa cattolica, razzismo, antisemitismo e fascismo. Le lettere dell’agosto 1938 tra Giovanni Cazzani, vescovo di Cremona, e Roberto Farinacci, gerarca fascista

ABSTRACT

Questo lavoro esamina lo scambio di lettere tra Cazzani e Farinacci dell'agosto 1938, presentato per la prima volta in versione integrale, inquadrato nel suo contesto storico e analizzato in relazione ai più importanti contributi storiografici sul tema dell'atteggiamento della chiesa cattolica rispetto al razzismo antisemita fascista. Grazie al reperimento di documentazione inedita proveniente anche dall'Archivio Storico Diocesano di Cremona viene inoltre ricostruito il percorso con cui le lettere giunsero in Vaticano e, per quanto possibile, il modo in cui furono accolte da Pio XI e dai suoi collaboratori. Ulteriori inediti provenienti da questo e altri archivi contribuiscono a chiarire la posizione di Cazzani rispetto al razzismo, all'antisemitismo e alla conversione degli ebrei, mostrando come il suo atteggiamento, certamente ortodosso, sulla base della distinzione teologica di due tipi di razzismo lasciasse spazio a un razzismo cattolico di tipo spiritualista e non biologista. Dal lavoro emerge come quello scambio epistolare, sorto per un incarico ricevuto dal papa nell'ambito dello scontro con il regime sul ruolo dell'Azione Cattolica nel 1938, fa parte di un processo di riflessione del vescovo sul tema del razzismo e degli ebrei di cui altre tappe sono costituite da alcuni inediti rinvenuti nel suo archivio, da almeno un suo articolo pubblicato nel dicembre di quell'anno e naturalmente dall'omelia e lettera pastorale del 1939.

Questo articolo è dedicato alla corrispondenza intercorsa tra Giovanni Cazzani e Roberto Farinacci nell’agosto 1938 e composta di sole tre lettere oltre alla prima versione della prima missiva del vescovo (ampiamente nota agli studiosi). Questa documentazione è stata in gran parte pubblicata (la prima versione della prima lettera di Cazzani appunto, la prima lettera stessa del vescovo e la risposta di Farinacci), se pur in un contesto e con un’interpretazione apologetica (per questi ultimi due documenti, in una pubblicazione di nicchia), oppure parzialmente citata in pochissime occasioni e per brevissimi brani (ancora la prima lettera di Cazzani e la risposta di Farinacci, oltre a un brevissimo brano della replica di Cazzani). Viene qui per la prima volta tutta integralmente riprodotta e presentata in appendice a questo lavoro insieme ad altri inediti attinenti al tema o riguardanti Cazzani e sarà nuovamente raccolta con ulteriori documenti in un volume di prossima pubblicazione.
La rilevanza che tale scambio di lettere ebbe già allora, oltre che per il suo contenuto oggettivo, per i risvolti e le vicende complessive in cui s’inserisce, e che ancora oggi mantiene per gli stessi motivi e per gli elementi che fornisce per una comprensione più profonda dell’atteggiamento della chiesa cattolica di fronte al razzismo fascista, giustifica ampiamente la ripresa di tale documentazione in una trattazione specifica del tema in sede scientifica.