Giovanni da Capestrano inquisitore contro gli ebrei? Le vicende romane


Abstract:

Il frate Minore della famiglia Osservante Giovanni da Capestrano (1386-1456) tra i suoi uffici istituzionali fu inquisitor heretice pravitatis. Il saggio cerca di rispondere alla domanda se si possa parlare di Giovanni come un inquisitore contro gli ebrei, analizzando il suo operato soprattutto a Roma e nei suoi dintorni e il suo rapporto con i pontefici. L’autore, partendo dalla lettera apostolica Super gregem Dominicum di Niccolò V del 23 giugno 1447, si sofferma in particolare su tre episodi: i capitoli contro gli ebrei della città di Rieti, una disputa con un ebreo di Roma nell’anno giubilare 1450 e una codice della sua biblioteca personale falsamente ritenuto un suo trattato contro i Giudei.

John of Capistrano, Friars Minor of the family Observant (1386-1456), among his institutional offices was also an inquisitor heretice pravitatis. By analyzing his work, mainly in Rome and its surroundings and its relationship with the Popes, this essay tries to answer the question whether we can speak of John as an inquisitor acting against the Jews. The inquiry focuses upon the Apostolic Letter of Pope Nicholas V Super gregem Dominicum of 23 June 1447, in particular on three episodes: the chapters against the Jews in the city of Rieti, a dispute with a jew in Rome during the Jubilee Year 1450, a manuscript of his personal library considered falsly as his treatise against the Jews.

Giovanni nacque a Capestrano nel 1386 e morì a Ilok (Croazia) nel 1456. La sua vicenda biografica abbraccia interamente la prima metà del Quattrocento, divenendone protagonista nei vari uffici che egli svolse: fu infatti al secolo giudice a Perugia per il re di Napoli, poi, divenuto frate Minore della riforma Osservante, fu zelante riformatore e legislatore, nonché vicario della famiglia Osservante; fu predicatore e taumaturgo, fautore e propagatore della santità di Bernardino da Siena; fu giurista, consigliere di principi e amico di cardinali e pontefici; fu legato papale, inquisitore degli eretici (fraticelli ed hussiti), missionario nell’Europa centrale e infine condottiero contro i Turchi.
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Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.