L’Inquisizione in Friuli alla metà del Seicento

L’Inquisizione in Friuli alla metà del Seicento

ABSTRACT

Gli studi sull'Inquisizione romana hanno riguardato finora principalmente il periodo che va dalla sua istituzione alla fine del Cinquecento. In questo contributo viene esaminato un solo inquisitore, fra Giulio Missini da Orvieto, una zona circoscritta, le diocesi di Aquileia e Concordia e un periodo limitato, gli anni 1645-1653.
L'analisi sistematica dei 303 procedimenti aperti da fra Giulio, della corrispondenza intrattenuta con gli altri "poteri", di carte e note conservate nell'Archivio udinese forniscono un primo sguardo d'assieme su come operò il Sant'Ufficio in una zona periferica alla metà del Seicento: quale era la struttura inquisitoriale presente sul territorio, che rapporti vennero instaurati con la Repubblica di Venezia e la Congregazione romana, quali le procedure adottate, i delitti contro la fede perseguiti e le sentenze comminate. Viene proposta, infine, una comparazione con studi analoghi, che si sono occupati delle stesse questioni, ma in periodi precedenti.

Gli storici che si occupano di Inquisizione romana hanno, almeno sino ad ora, rivolto la loro attenzione soprattutto al periodo intercorso fra l’istituzione della Congregazione del Sant’Ufficio e il primo ventennio del XVII secolo. Questo contributo prende spunto dal mio saggio pubblicato nel 2008, che analizzava l’operato di un inquisitore, fra Giulio Missini da Orvieto, in una zona circoscritta, le diocesi di Aquileia e Concordia, in cui per un periodo di otto anni, dal 1645 al 1653, mantenne tale incarico, con l’intento di capire se esistono degli scarti, delle differenze fra quanto proposto dagli storici e ciò che emerge da un’analisi sistematica e, nei limiti del possibile, completa dell’attività di un frate che di quell’istituzione fu il terminale repressivo.

Ho anche proposto delle comparazioni con gli altri studi di questo tipo, riguardanti la stessa zona sino ad oggi pubblicati o in fase di pubblicazione: quello di Andrea Del Col per gli anni 1557/1559, quello di Roberto Bonetti che ha esaminato l’attività di fra Felice Passeri da Montefalco tra il 1580 e il 1584 e quello di Giuliana Ancona riguardante fra Girolamo Asteo, inquisitore dal 1598 al 1608.

 

1. Attività complessiva.

Fra Giulio Missini in otto anni fece verbalizzare in 303 fascicoli dal suo cancelliere di fiducia, fra Paolo Loderici da Genova, o, raramente, da altri collaboratori 414 procedimenti che riguardarono 146 casi di magia e stregoneria, di cui 7 benandanti, 114 di lettura di libri proibiti, 21 di proposizioni eretiche, 17 di disciplina del clero non rispettata, 37 procedure sommarie relative a conversioni di eretici, 33 casi di irriverenza e irreligiosità, compreso uno di santità presunta, 22 vicende legate al consumo di cibi proibiti, 16 casi di reati contro il Sant’Ufficio, 7 di bigamia e uno di convivenza di una cristiana con ebrei. Fra Giulio risulta quindi essere stato un inquisitore attivo ed efficiente, che assolse il suo compito con un regolare ed elevato controllo sui fedeli.

Nei 250 anni circa di storia dell’Inquisizione in Friuli la sua attività giuridica rappresenta il 13% di quella totale e fu seconda solo a quella di fra Girolamo Asteo (i due giudici di fede aprirono circa un terzo di tutte le procedure conservate nell’archivio udinese).

visintin