Profezie scritte e figurate: la lettera di Bartolomeo Georgijević a Massimiliano II alla vigilia di Lepanto

 

Profezie scritte e figurate: la lettera di Bartolomeo Georgijević a Massimiliano II alla vigilia di Lepanto

Il commercio delle stampe ha rappresentato un settore vitale dell’economia artistica nella Roma del secondo Cinquecento. Incisori e stampatori si sono distinti per uno spiccato spirito imprenditoriale in grado di fronteggiare la diversificata e crescente domanda di immagini portatili a buon mercato destinate alla devozione, all’ornamento di spazi privati o all’arricchimento di collezioni erudite. Le tipologie delle figure a stampa in circolazione nella capitale pontificia sono ben riassunte nel catalogo pubblicato nel 1572-73 dall’incisore, stampatore e mercante francese Antonio Lafrery, affinché «ciascuno possa a suo piacimento havere notitia di tutta l’industria […], e valersene o di tutta, o in parte secondo che più gli aggradisca». Tra le categorie enumerate nel raro opuscolo troviamo nell’ordine: «Tavole di Geografia o di particolari luoghi di esse, come città nobili o fortezze, e alcuni dissegni d’ationi seguite e ordinanze di battaglie a tempi nostri», «antichità di Roma tanto di fabriche et edifici quanto di statue e altre cose», «modelli e dissegni moderni d’artefici nobilissimi», «inventioni poetiche, o imaginate da diversi e ingegnosissimi scultori e pittori», «historie et immagini del vecchio et nuovo testamento», «ritratti e medaglie di persone segnalate», «libri di architettura di autori moderni e d’ornamento appartenenti a quella e di prospettive, e altri tali cosette». Si evince dal prezioso catalogo che le raffigurazioni di città, fortezze, battaglie – genere quest’ultimo in voga negli anni che prepararono e seguirono lo scontro navale tra Cristiani e Turchi a Lepanto (7 ottobre 1571) – costituirono un segmento importante del mercato romano delle stampe. Si trattava per la maggior parte di fogli volanti, prodotti in buon numero soprattutto a seguito dell’eroica difesa cristiana di Malta del 1565 con fini di propaganda politica e religiosa. La necessità di visualizzare i siti lontani nominati dagli avvisi e dalle cronache riguardanti le conquiste turche o le vittorie cristiane dovette favorire, già nella seconda metà del Quattrocento, l’affermarsi di un genere “topografico” nella stampa come nella pittura.